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A Caivano dichiarazione di dissesto finanziario , i tagli ai servizi e alle scuole…e il paradosso del mentitore !

“Non dimenticate che per essere dei farisei non gli manca nulla tranne il potere” (Nietzsche – cosi parlò Zarathustra)

di Giuseppe Costantino – Chi ricorda i miei articoli sulla defunta s.p.a. dal nome esotico IGICA inventata dagli allora seguaci di Bassolino per meglio far ingoiare il rospo dell’insediamento del CDR a Caivano. Nonchè le note che facevo all’attuazione di quel piano sciagurato dei rifiuti che avvelenava i nostri suoli con vantaggi solo per Impregilo (Fiat?) aggiudicataria di una gara multimilionaria dai risvolti inquietanti per la salute dei nostri territori. Adesso deve prendere atto che, nei fatti, tale piano viene clamorosamente messo in discussione da De Luca, per l’avvelenamento dei suoli e la conseguente decisione di togliere quanto prima le ecoballe dal territorio campano e l’abbandonare a se stesso un inceneritore che è servito solo a quanti hanno fatto affari più o meno leciti sulla sua costruzione. Avevo anche sostenuto che l’Igica era stata una sorta di elargizione a favore degli amministratori per permettere di aggirare il divieto di assunzioni al comune; e soprattutto che in mancanza di commesse che andavano clamorosamente diminuendo con la perdita di potere di Bassolino era alle porte il fallimento e la caduta del peso di tale fatto sulle casse comunali. Le mie considerazioni erano il risultato della presa d’atto che Caivano aveva scelto di diventare azionista unico di una spa già decotta e sull’orlo del fallimento. A ben guardare, il dissesto finanziario annunciato dal povero cristo (Sindaco Monopoli) che attualmente è al governo dell comune è stato determinato in larga parte dai debiti della trovata dei bamboccioni del PD (ex comunisti) al servizio di Bassolino appena descritta di fondazione di una spa di cui quasi subito Italia Lavoro si era liberata e dalla successiva decisione di far diventare Caivano azionista unico di una società decotta e destinata a fallire operata da incompetenti che a quanto pare non conoscevano le conseguenze del loro atto in caso di dichiarazione di insolvenza della spa con azionista unico. Se a ciò si aggiunge che continuando nella politica dell’assistenzialismo condannato a parole dalla cosidetta sinistra di facciata ma mai praticata nei fatti si ricava un quadro desolante sulle capacità di governo di un partito che oggi a viva voce grida allo scandalo del dissesto. Ricordate il paradosso del mentitore che dichiarava di dire sempre il vero? Di chi la colpa di quanto con isteria e pressapochismo viene denunciato? Eppure nel recente passato, sempre gli stessi, con notevole disinvoltura hanno provveduto a caricare il bilancio del comune delle spese per il mantenimento dei cosidetti lavoratori socialmente (in)utili e mai hanno praticato una politica di razionalizzazione della spesa o fatta una politica di lotta all’evasione fiscale. Risulta a qualcuno che nel Parco Verde si pagano le imposte comunali come tutti gli altri? Che venga pagata la spazzatura o il ticket per la mensa scolastica, ecc. ? Qualcuno può negare che nel corpo dei vigili non siano in servizio persone con il grado inferiore a maresciallo? Come mai ciò? Quante sono le figure apicali e quante le iniziali? Quante volte per il passato il difensore civico ha fatto sentire la sua voce? E a proposito esiste ancora? E che fine ha fatto la presenza nelle strade della polizia municipale che manco prova a rinnovarsi nei metodi di lavoro con l’uso dei moderni mezzi multimediali e non è in grado di assicurare la sorveglianza del territorio e la sicurezza dei cittadini? Purtroppo ormai i guasti sono stati fatti ed il peso di tutto ciò si sta riversando sulla comunità caivanese colpevole solo di essere stata amministrata da un generazione di scalatori sociali al servizio della propria volontà di uscire da un anonimato cui la loro mediocrità li aveva condannati. Ormai il Comune non potendo alzare le tasse, già al massimo, dovrà tagliare le spese e tra queste anche quelle sociali ritenute indispensabili per il vivere civile di una comunità. Già si sente in giro il chiacchiericcio della impossibilità di erogare il servizio mensa nelle scuole e la non assegnazione degli assistenti materiali alle stesse. Il taglio di tali servizi, in caso di conferma, sarebbe gravissimo e devastante, non solo per la perdita di posti di lavoro, ma anche perchè segnerebbe la fine del tempo pieno e un grosso servigio alle scuole paritarie che si ingrasserebbero alle spalle dei caivanesi . Già sento gli avversi numi e le anticipazioni delle proteste di chi è pronto a cavalcare la tigre da lui aizzata. Caro Monopoli ti prego di non permettere che chi dopo essersi reso responsabile, di quanto descritto e scappato in altri lidi, possa dire che tu abbia negato o limitato il diritto allo studio dei bambini di Caivano o negato l’assistenza alle fasce deboli del paese. Impegnati in una lotta senza quartiere alle povertà e alle diseguaglianze, metti a lavorare quanti nella macchina comunale hanno visto solo una occasione per percepire uno stipendio. Taglia dove si può e si deve ma potenzia il servizio scolastico. Tu hai un ottimo collaboratore e conoscitore delle tematiche della scuola, serviti dei suoi consigli e non prestare orecchio a quanti sanno solo denigrare a compensazione della propria incapacità. Costruisci un rapporto pubblico/privato, magari chiamando le società del polo industriale, che aiuti le scuole di Caivano e fa in modo che possano non solo continuare ad erogare un servizio essenziale, ma lo possano fare come a Milano con la dotazione di quegli strumenti multimediali che facciano diventare i nostri piccoli, cittadini del mondo.

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