“La pelle di Napoli”: un racconto di voci insolite per immergersi appieno nel suo ventre

Pietro Treccagnoli, autore del libro: “La scelta di fare delle inchieste su Napoli da napoletani è nata dall’esigenza di descrivere questa città conoscendola, però fingendo di non conoscerla”

di Mariarosaria Di Chiara – Frattaminore. Presentato venerdì 30 settembre, presso il comune di Frattaminore il libro “La pelle di Napoli” scritto dal giornalista del Mattino Pietro Treccagnoli. Hanno partecipato all’evento anche il primo cittadino Giuseppe Bencivenga, Antonella Lettera, Assessore alla Cultura, Giuseppe Firmani, Docente di Storia e Filosofia e Silvia Rosati, Dirigente Scolastico. Ha moderato l’incontro Enrico Crispino, Presidente onorario della Pro Loco di Frattaminore.
«Dobbiamo iniziare a “mangiare cultura” per poter essere realmente propositivi nell’area a nord di Napoli– ha dichiarato Bencivenga. – Se metteremo al centro la cultura potremmo crescere e lasciare una testimonianza tangibile alla comunità». Ai saluti del sindaco hanno fatto seguito quelli di Antonella Lettera, la quale ha espresso la sua piena soddisfazione per aver ospitato la presentazione del libro ed ha ringraziato i numerosi cittadini presenti in sala. «Per quanto possiamo conoscere a fondo un luogo, ci sono sempre cose che ci sfuggono – ha dichiarato la Rosati. – “La pelle di Napoli” è un viaggio che ci sorprende, pieno di contrasti in cui i quartieri si fondono l’uno nell’altro».
«Quello che viene presentato oggi è un libro accattivante e stuzzicante – ha aggiunto Firmani. – Leggerlo provoca doppio piacere: conoscitivo ed estetico. La sensibilità dell’autore ci fa immergere appieno nel ventre di Napoli e ci porta a squarciare il velo per scoprire cosa c’è realmente sotto la pelle di questa città». Firmani e Rosati hanno poi proceduto con un rapido excursus della storia mettendo in risalto brevi racconti e passaggi chiave.
«La pelle di Napoli è un libro che raccoglie una serie di reportage – ha affermato Treccagnoli. – La scelta di fare delle inchieste su Napoli da napoletani è nata dall’esigenza di descrivere questa città conoscendola, però fingendo di non conoscerla. Sono andato in luoghi in cui la gente non va e pensa di conoscere molto bene. È venuto fuori un racconto di voci insolite di Napoli, ma molto realistico. L’idea di metterle insieme per dare un’immagine abbastanza inedita, ha fatto venire fuori un libro che tiene insieme vari luoghi della città, con un senso di lettura molto di pelle, di contatto diretto con le persone».

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