Napoli: il passato è il nostro alleato

Napoli. Non si molla. Non stavolta.

IL PASSATO

Il ricordo del 2016 incombe. Il 13 febbraio è un amarcord che riaffiora nella mente dei tifosi azzurri, memori di una gara che aveva messo da parte ogni agonismo nel finale e che volgeva al termine senza vinti né vincitori. Ci pensò Simone Zaza: una deviazione di Albiol, il mancato recupero in fase di non possesso di Allan e il fato. Fu la semplice, ma pur sempre in voga tenacia di una squadra che, come sabato sera all’Olimpico, non dà nulla per scontato. La Juventus è capace di macinare punti fondamentali: in un torneo di così lunga gittata continua a fare la differenza.

IL PRESENTE

Un sorpasso ai danni del Napoli che fu dettato soprattutto dall’inesperienza nel tener testa a cotanto blasone. Oggi conosciamo il nostro passato, abbiamo una forza caratteriale che ha avuto modo di temprarsi. Abbiamo tenuto banco alle, non poche, vicissitudini. Senza Milik e Ghoulam, il Napoli è ancora in testa alla classifica. Certo, la Juventus ha una partita da recuperare e la possibilità di sorpassare la squadra guidata da Maurizio Sarri, ma lo scenario si presenta diverso rispetto a due anni fa: la consapevolezza di poter sorprendere la Signora del calcio è viva e reale. Il titolo passa per una data precisa, il 22 aprile. D’altronde, chi vince una guerra porta sempre con sé la carica della vittoria. Il Napoli non può esimersi da tutto ciò, contando su un bagaglio ormai sapiente e una forza mentale per competere fino alla fine. Lo Stadium è un nemico ostico da sempre ma questo Napoli ci ha insegnato che proprio fuori dalle mura amiche dà il meglio di sé. La sommossa azzurra non ha concesso ancora la sua resa. Mancano undici gare da condurre in maniera imperiosa e autoritaria, come ampiamente dimostrato da due anni a questa parte.