Giornata epica al Giro 101

Il racconto dell’arrivo dell’Ottava tappa del Giro d’Italia con traguardo a Montevergine di Mercogliano

Classico scenario da tappa alpina. Forte umidità, nebbia e pioggia battente. Sopra i nostri occhi si stagliano cime che si perdono fra le nubi tempestose. Sembra d’essere in Trentino o in Valle d’Aosta, e invece no. Siamo a Montevegine di Mercogliano, a pochi kilometri da Avellino. Il Giro 101 è pronto ad essere accolto in Campania, lì dove, guardando il percorso e le condizioni meteorologiche, si configurano tutti i presupposti per un arrivo trionfale.

Le ore passano e il diluvio si intensifica. I corridori si accingono ad affrontare la salita che porterà al santuario di Montevergine fra acqua e vento. Uno sfondo, quello su cui si dislocheranno gli ultimi kilometri dell’ottava tappa, che rende tutto più straordinariamente epico.

L’ASCESA VERSO IL SANTUARIO 

Ci sono fuggitivi ai piedi della salita finale, ma non sembrano preoccupare. Pochi scatti dei migliori della classifica generale e il gap sarà chiuso. E così sarà. Gli uomini inizialmente in fuga cedono. Tutti i top riders rinvengono, ma ecco la sorpresa. Froome, il favorito numero 1, cade. Gli uomini della Sky lo riportano subito dentro ma il britannico arriverà al traguardo malconcio e chissà che quest’imprevisto non possa aver compromesso la sua corsa rosa. Nella fase finale dell’ascesa, arrivano anche i classici colpi di scena. Parte Koen Bouwman, di sicuro non uno dei nomi che ci si attendeva all’inizio. Sembra che l’olandese possa arrivare fino al traguardo. La sua pedalata è fluida e la sua azione davvero poderosa, ma si sa: nel ciclismo niente è come sembra.

Da dietro, arriva l’accelerata di Richard Carapaz, giovane della Movistar. Davanti Bouwman si pianta, non ne ha più. E allora l’ecuadoregno tira dritto. Dietro tutti i big si studiano. Nessuno parte. Richard quasi non ci crede e fra copiose gocce di pioggia taglia il traguardo aggiudicandosi il successo della frazione campana.

Ma lo spettacolo non è terminato. Poco dopo arrivano i corridori del gruppo maglia rosa ed ecco venir fuori il ciclismo in tutti i suoi risvolti eroici, quasi mitici. Grandi campioni piegati dalla fatica. Lo sforzo che rende umani esseri che molto spesso tutto appaiono fuorchè comuni individui. Eppure… eppure la scena migliore ce la regala Enrico Battaglin, lì vicino alle transenne dopo l’arrivo. L’italiano della Lotto Enel Jumbo, incurante del diluvio, si appoggia alle balaustre cercando di ritrovare il respiro. Un’immagine che in sè racchiude l’essenza dello sport: l’uomo che supera i suoi limiti.   

 

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