VIDEO – Zona Pip Crispano, sotto accusa il Sindaco Emiliano: lettera aperta dell’ex Presidente del consorzio Biagio Cennamo

Breve storia triste dell’Umano e delle Istituzioni

di Biagio Cennamo – Artigiano/Imprenditore-  (già Presidente del Consorzio PIP Crispano) Crispano, Gennaio 2020. Da imprenditore/artigiano che ha attivamente cooperato prima con Carlo Esposito Sindaco e poi con la Commissione Straordinaria (coordinata dal Dr. Criscuolo) per il decollo della zona PIP a Crispano, sono fortemente rammaricato e per questo desidero raccontarvi questa breve storia triste.

Tutto è cominciato qualche anno fa, quando a seguito dei continui danneggiamenti al Centro Servizi (danneggiato e ristrutturato già una volta con 500.000 euro) e a seguito dei continui sversamenti illeciti di rifiuti sull’intera area PIP, sul Comune di Crispano hanno cominciato a chiedersi se, prima o poi, qualcuno (Corte dei Conti) avrebbe chiesto il conto di quanto accaduto. Infatti, tutta l’area era gestita dal Comune, poiché ancora oggi insistono meno di 10 opifici sui più di 40 previsti dal piano.

Grazie alla ingenuità (o alla strafottenza) dell’allora Presidente della zona PIP Sig. Alfonso D’Errico, poco prima delle elezioni del 2019, alla paura della Corte dei Conti ha reagito la seconda Commissione Straordinaria che, con un guizzo felino, ha scaricato tutta l’area PIP sotto la responsabilità di quei pochi imprenditori presenti nel Consorzio. Immaginate un condominio di decine e decine di appartamenti che cade sulle spalle di meno di dieci condomini. Così, da allora, tutte le responsabilità penali e civili di un’area PIP allo sfascio, senza regole, senza tutele e senza confini, nonostante le decine di miliardi di vecchie lire già spese (per cosa?), è patrimonio (si fa per dire) di quei quattro gatti/imprenditori.

Il Signor Sindaco Emiliano, appena eletto, ha provveduto subito (ad horas) alla nomina del Sig. Franco Vitale, che dopo mesi di oggettive difficoltà, schiacciato da una collana di vizi amministrativi che l’Ente ha attuato nel passato, ha annunciato di voler rassegnare le sue dimissioni. Queste dimissioni si sommano a quelle di tanti altri (avvocati e commercialisti vari). Va detto che (da Statuto) in assenza di un Presidente, il legale rappresentante del Consorzio torna il Sindaco di Crispano. Quindi, figuriamoci se per un solo attimo il Sindaco Emiliano (Commissario anche lui) si poteva assumere una tale responsabilità. Infatti, alla volontà di Vitale Franco di rassegnare le dimissioni, il Sindaco è stato bravo a convincere il povero Presidente Vitale a non depositarle al protocollo (le dimissioni) sino a che non si fosse consumata LA FARSA messa in atto dal Sindaco stesso. Mi spiego meglio, mentre il PD aveva indicato al Sindaco (come orientamento politico) di nominare un imprenditore come nuovo Presidente (per un reale impegno e una reale risoluzione dei problemi), il Sindaco ha inventato una rappresentazione teatrale meravigliosa con l’assemblea degli imprenditori tenutasi mercoledì 22 gennaio 2020 (in cui io ero presente). Il Sindaco Emiliano ha chiesto agli imprenditori di fare liberamente un nome oppure di delegare lui alla nomina. Sembra tutto democratico e in linea con l’agire cooperativo del buon governo, se non fosse che già da settimane nei corridoi della Casa Comunale girano voci di imprenditori con grossi scheletri nell’armadio e quindi, di fatto, non liberi di esprimersi. Naturalmente, in data 27 Gennaio 2020 si è riunita nuovamente l’assemblea degli imprenditori (su indicazione del Sindaco), in cui ero presente anche io, dove, nonostante la mia candidatura spontanea e la chiara volontà di alcuni di noi imprenditori di nominare uno di noi, uno qualsiasi (non un estraneo ai nostri problemi), la maggioranza dei presenti ha deciso di delegare il Sindaco alla nomina del nuovo Presidente, come già si sapeva da diversi giorni (da voci di corridoio). Personalmente, credo che il potere riconosciuto al Sindaco nello statuto per la nomina del presidente sia legato all’interesse pubblico del consorzio stesso. Adesso, dopo la consegna delle aree al consorzio, venuto meno l’interesse pubblico, solo un imprenditore poteva fare gli interessi del Consorzio. Come nelle nostre piccole aziende, gli avvocati e i commercialisti sono nostri consulenti e non decisori del nostro futuro!

Alla fine di questa triste storia, tutto è andato come da programma: infatti, si dice che il Sindaco Emiliano molto prima dell’assemblea del Consorzio PIP (in cui avveniva la delega) aveva già inserito nel “Gruppo WhatsApp che comanda Crispano” il suo nuovo Presidente.

Ci sono a questo punto tante domande spontanee da porre (a chi?): 1) Come mai un Sindaco che ha la piena facoltà di nominare il Presidente inventa una finta concertazione con gli imprenditori? 2) Come mai si è deciso di aspettare di prendere alcuni provvedimenti (che sicuramente arriveranno) solo dopo la finta concertazione?  3) Come mai le dimissioni reali di Franco Vitale e la nuova nomina del Presidente arrivano proprio nello stesso giorno/ora/minuto, senza che il Sindaco sia legale rappresentante del consorzio PIP per un solo giorno? 4) Cosa c’è veramente sotto a tutto questo teatrino?

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