David Sassoli

David Sassoli, il ricordo dell’Uomo giunge prima di quello del Presidente

A pochi giorni dalla morte il ricordo dell’uomo, del giornalista, del politico

di Biagio Fusco – “Ho avuto una vita bella, decisamente molto bella, anche se un po’ complicata, e finirla a 65 anni è davvero troppo prestoquesto mi dicevi, quando noi giocavamo a nasconderci la realtà sperando l’impossibile…È troppo presto, per le tante cose che avevamo ancora da dirci, per il futuro che progettavamo per noi due e i nostri ragazzi. Ce le diremo ancora quelle cose, penseremo ai progetti e immagineremo il futuro. Cammineremo certi della tua presenza, che ci accompagnerà ancora ma in un altro modo, più denso e profondo. Il vuoto prodotto da una perdita può trasformarsi in pieno…Ci siamo cercati e trovati sui banchi di scuola.. “. 

E’ questo il ricordo di David Sassoli che in alcuni passaggi del suo discorso di commiato offre Alessandra Vittorini, sua moglie, durante il rito funebre celebrato a Roma nella Basilica di Santa Maria Maggiore degli Angeli, oggi 14 gennaio 2022. Eh sì, perché prima del Politico che rappresentava ai vertici le istituzioni europee, se n’è andato via per sempre innanzitutto un Uomo di straordinaria generosità e bontà d’animo, oltre che di levatura morale e spessore culturale indiscussamente riconosciutigli a livello internazionale. 

Trascuro (con ciò mettendomi subito a riparo da qualsiasi sottesa vena polemica) la “ passerella mediatica “, opportuna o meno, abusata, stucchevole o ridondante che sia stata, esibita quest’oggi dai “ maggiorenti ”. 

Si è trattato comunque di funerali di Stato e probabilmente rientrava tutto in un protocollo (anche perché senza protocolli formali poi viene fuori la vera sostanza ma questa – chiedo venia – è una chiosa personalissima). 

Sassoli, con la umanità della sua fibra caratteriale, i modi cortesi e rassicuranti, gli approcci gentili in special modo nei confronti delle categorie sociali più vulnerabili e disagiate, arrivava alla “ sensibilità ” ed alla “ intelligenza “ della gente, ma questa qualità era già pervenuta a tutti negli anni del giornalismo impegnato. Il suo talento lo rendeva affabilmente cordiale ed apprezzato, fin tanto da apparire persona semplice, quasi confidente, costantemente aperta ad un laico e panoramico confronto politico, a cominciare dai temi che interessano i diritti fondamentali dell’essere umano. In una forma sia pur sintetica e concisa, ho voluto esprimere le impressioni colte dalle parole dette e scritte da tutti coloro che, a vario titolo e grado (in particolare i suoi ex colleghi del servizio pubblico di informazione), hanno avuto la possibilità di conoscerlo personalmente, affinchè emergesse prima ancora dei meriti professionali e dei successi raggiunti – in verità lo sforzo è stato minimo – “ la figura umana “, quella che ha rappresentato il principio radicale della sua ispirazione e vocazione politica. Era nella politica, così com’era nella vita. 

Una gemma rara e preziosa. 

In quanti riescono a coniugare “ umanità “ e “ politica ”, senza degradare in uno scialbo, gretto e pietoso pragmatismo ?

David Sassoli ci è riuscito, proprio lì dove molti falliscono o inciampano…il nostro Parlamento apre le sue cucine per preparare fino a 1000 pasti al giorno per i senza fissa dimora e i volontari e nei nostri locali di Bruxelles saranno ospitate anche 100 donne vulnerabili “.

 Giovedì 16 Aprile 2020 il Presidente del Parlamento Europeo, oggi compianto, apriva la plenaria a Bruxelles. L’Europa affrontava il virulento inizio della pandemia che si sarebbe evoluto in maniera ancor più devastante nel futuro che lo attendeva e fu allora che venne fuori la sintesi perfetta dell’uomo – politico, europeista convinto, sebbene critico e non fideistico, e con “ la bussola del valore della democrazia “, quella concreta e non solo concettuale filosofica, ben salda nella mente e nel cuore. Le istituzioni europee avevano il dovere morale e politico di restare aperte, vicino ai cittadini, soprattutto a quelli più svantaggiati. Il mondo femminile lo ammirava con sguardo sincero, e lui ricambiava quest’ammirazione concentrando sulle donne una paziente attenzione ed una premurosa dedizione, dedicata soprattutto allo studio di quelle pratiche utili da predisporre, a livello istituzionale, e per quanto gli spettava in virtù della sua competenza e dei suoi poteri, nella convinzione lucida di porre un argine alle problematiche discriminatorie ed al femminicidio nel mondo. Con perspicacia intuì l’insorgere di un’altra piaga, rappresentata dal preoccupante aumento della violenza domestica che i vari decreti governativi di chiusura avevano portato nelle case dei cittadini. ” Spesso ciò è avvenuto in modo subdolo a porte chiuse, senza possibilità di fuga, è accaduto anche per la mancanza di rifugi e finanziamenti “. Profuse ogni sforzo possibile ed impiegò ogni risorsa immaginabile per fare in modo che si realizzasse un progetto nel quale credeva: la ratifica da parte del Parlamento Europeo della Convenzione di Istanbul sulla prevenzione e la lotta alla violenza di genere. ” L’umanità dei nostri cittadini è la nostra più’ grande ricchezza “. Anche questa era una dote che gli derivava dalla esperienza come volto amato ed autorevole del giornalismo Rai. ” Sono le città che ci ospitano ed a cui dobbiamo riconoscenza “, il suo pensiero, manifestato poco prima di impegnarsi ad aprire le porte dei palazzi istituzionali, a Strasburgo e in Lussemburgo, mettendoli nella disponibilità di tutti i soggetti impiegati in prima linea in attività connesse al contenimento dell’emergenza sanitaria in Europa. Capì, con la visione sempre avanguardista che aveva della storia, che il Parlamento Europeo non poteva non diventare, in un momento così drammatico per le sorti della intera umanità, il punto di riferimento, la stella polare, in un’area geopolitica la cui civiltà vanta una storia più che bimillenaria, laddove Essa voglia dirsi e mostrarsi una democrazia davvero compiuta; perché Sassoli aveva maturato un concetto elevatissimo di “ Democrazia Europea “, quasi sublime. ” Ogni sforzo deve dimostrare che ci prendiamo cura delle persone, che vogliamo far vivere anche nell’emergenza i nostri valori, che la democrazia non si ferma… Dobbiamo mantenere vive le nostre democrazie e ascoltare i nostri cittadini durante questo periodo di emergenza “.

E’ stato per me uno di quei personaggi che più ha ispirato la mia fiducia e la mia stima ed avrei tanto voluto conoscerlo. 

Condividi su