E finalmente anche Le Pen esulta: Eletto un governo sovranista in Italia

di Biagio Fusco – Alla fine della fiera non si fa attendere direttamente dalla Francia l’esultanza di Marine Le Pen per i risultati delle elezioni politiche nel Bel Paese. Queste le sue parole, senza dubbio sintetiche ma cariche di significato: il popolo italiano ha eletto un governo sovranista “. Dall’Ungheria e senza indugio le fa eco associandosi ad un plauso pedissequo il premier Orban, mentre qui da noi +Europa rischia grosso dopo essere andata sotto quota 3% ed Enrico Letta annuncia una imminente conferenza stampa in cui non si conoscono ancora bene i contenuti, per ora tenuti segreti, ma che riflette quello stile fastidiosamente intellettuale di cui la sinistra si veste e fa sfoggio per mascherare le circostanze di una  disfatta. Intanto, la recentissima storia politica ha decretato il trionfo per la leader di Fratelli d’Italia, che divora i consensi risucchiando nel vortice anche i “ semper fideles ” compagni di ventura, Forza Italia e Lega, che vedono entrambi aprirsi davanti agli occhi lo scenario spettrale, funesto, di un crollo senza attenuanti e precedenti, con tutti gli effetti che l’onda d’urto post elezioni propagherà sul panorama parlamentare. Va molto male il Pd che taglia il traguardo negativo rappresentato dalla soglia del “ sotto 20 % ”, attirando inevitabilmente su di sé tutte quante le critiche del “ dopo partita “ e le contestazioni dirette ad evidenziare errori commessi nella scelta della strategia elettorale e nella conduzione delle trattative tese ad imbastire una seria e coesa azione politica di contrasto alla pronosticata ascesa di formazioni populiste e demagogiche, così come le ha etichettate senza mezzi termini il ministro degli esteri spagnolo. Avrebbe funzionato il “ campo largo ” ? chissà. Di certo, per chi si trova all’opposizione, senza avere sulle spalle responsabilità di governo in prima persona, è più semplice raccogliere voti; è sufficiente esaltare le inefficienze che derivano da un sistema politico dannatamente malato perché affetto da un esasperato personalismo e condizionato dal peso di velleità egoistiche che in modo trasversale impediscono il libero flusso della politica sostanziale, quella del fare, per approdare ad una premiante apparenza di comportamento coerente e militante. Il futuro prossimo, con tutte le sue sfide ed impegni, ci dirà tutto sulla competenza, lungimiranza e capacità di incidere sulla inversione di rotta da dare all’Italia, alle prese con il salatissimo conto presentato dal periodo post pandemia e l’attuale crisi internazionale che ha prodotto come corollario temi importanti da affrontare, su tutti un’inflazione mai registrata negli ultimi 40 anni, un caro bollette che ci impone di non rimandare più il doveroso ripensamento di un piano energetico al passo con l’Europa ed il mondo. Il sempre puntuale e sagace Prof. Conte tiene a precisare: “ Chi tocca il reddito troverà in noi un argine insuperabile “. Di maggior ampiezza e concretezza di vedute politiche il commento riservato a caldo dal leader dell’attesissimo terzo polo, Carlo Calenda, il quale in maniera laconica sentenzia sulla stampa: ” Obiettivo fermare la destra non raggiunto “. E dunque, tutto lascia presagire che con questi numeri la Giorgia nazionale non ha timore di essere smentita quando dice che ” il prossimo governo  sarà a guida FdI . Non si può però prescindere da considerazioni ovvie sull’allarmante dato dell’affluenza alle urne, che sancisce uno scollamento di nove punti rispetto al 2018 segnando al 63,95 % un nuovo minimo storico a livello nazionale, con punte imbarazzanti in talune regioni del Sud Italia. L’europarlamentare trevigiano della Lega Gianantonio Da Re non ha alcuna esitazione o pudore nell’additare in Matteo Salvini l’unico autore responsabile dell’autentico tracollo del Carroccio su tutto il territorio italiano, ed infatti gli imputa che: Dal  Papeete in poi ha sbagliato tutto, ha nominato nelle segreterie delle persone che hanno solo ed esclusivamente salvaguardato il proprio sedere. Quindi si dimetta, passi la mano a Massimiliano Fedriga e fissi in anticipo i congressi per la ricostruzione del partito “. C’è poi anche chi nel PD non perde tempo ad asciugarsi le lacrime e non si concede nemmeno un istante per elaborare il lutto, pensando già ad aprire le porte di un congresso rigeneratore e purificatore, quasi che il risultato di questo 25 settembre 2022 fosse la cronaca di una morte (politica) annunciata; ed infatti Debora Serracchiani su la7 si fa domanda e risposta quando afferma: ” Letta? Prematuro parlarne, c’è congresso già fissato per scadenza naturale a marzo, credo sia prematuro oggi parlare di questo. Dobbiamo darci tutti una svegliata, l’opposizione è il luogo dove potremmo recuperare quello spazio politico che oggi non abbiamo “. Con grande sorpresa, senza dubbio una conferma non immaginabile, il Movimento si attesta  primo partito in Calabria, portando a casa un risultato positivo che consente di eleggere due magistrati di spicco dell’antimafia, ovvero i capilista Federico Cafiero De Raho e l’ex pm di Palermo Roberto Scarpinato, eletto al Senato.

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