Pedopornografia: adescavano minori tramite giochi online

di Rita Paruano – Pedopornografia: scatta l’allarme grazie a una madre

Settembre 2021. Una madre controlla il cellulare della figlia minorenne e all’interno della galleria trova delle foto e dei video della bambina che non si sarebbe aspettata di vedere. Aprendo la chat di whatsapp scopre che al suo interno vi è una presunta adulta che fa richieste alla figlia di foto e video “particolari” della stessa e del fratellino minore. In alcuni di essi chiedevano alla bambina di 9 anni, di toccare le parti intime del bambino di 6. Da lì scatta la denuncia portando il telefono alle autorità competenti.

I carabinieri scoprono che la bambina era stata adescata tramite una delle chat di giochi online, dei pedofili contattavano i bambini dietro lo schermo, facendo loro dei complimenti, magari su come giocassero e poi anche su altro. Spesso si fingevano donne, per acquisire una maggiore propensione a creare un legame da parte dei minori. Così, utilizzando queste tecniche abbastanza subdole, riuscivano a ottenere la loro fiducia e dalla chat del gioco si passava a quella di whatsapp o quella di telegram. Da lì si cominciava poi con richieste di foto e video intimi, che nella loro ingenuità, i bambini mandavano ai loro molestatori.

L’azione dei carabinieri

Nel mese di dicembre scorso, in tutta Italia sono state effettuate 12 perquisizioni che hanno portato al sequestro di svariati dispositivi elettronici contenenti materiale pedopornografico. Questi sono attualmente sono il controllo degli investigatori. Quest’ultimi hanno per l’appunto confutato che la maggior parte di essi seguivano tutti uno schema: complimenti – avance – richieste. In linea generale i primi approcci avvenivano per l’appunto tramite dei giochi online.

La procura della Repubblica di Torino ha delegato al Nucleo Operativo della Compagnia Carabinieri di Torino Mirafiori due ordinanze di custodia cautelare in carcere. Sono stati arrestati un ragazzo di ventisette anni della provincia di Delia e un altro di trentacinque anni della provincia di Vicenza. I due sono indagati per violenza sessuale su minore, pedopornografia aggravata e detenzione ingente di materiale pedopornografico.

Uno dei due arrestati pare essere proprio l’adescatore della bambina la cui madre ha dato il via alla denuncia. Pare che quella di fingersi una donna fosse un’abitudine per poter manovrare più facilmente la mente infantile.

È bene fare attenzione

I bambini non sanno proteggersi dai pericoli di Internet perché la loro genuina innocenza non gli permette di identificare il “male” che potrebbe celarsi dietro lo schermo.

È giusto che i genitori controllino i movimenti online dei propri figli in tenera età, ma ancora più importante è avere un buon rapporto di dialogo con loro. Questo potrebbe aiutare a far sì che prima di accettare richieste di messaggi privati con sconosciuti, i bambini ne discutano con la figura del genitore. Non è una garanzia, ma è comunque un buon punto di partenza.

Si potrebbe anche giocare con loro, così da poter osservare da vicino i siti da loro frequentati. Inoltre ricordiamo che vi sono dei filtri per bambini che possano garantire una maggiore sicurezza sia ai genitori che ai minori, migliorando l’esperienza di navigazione online. Ci sarebbe forse da chiedersi se è il caso che dei bambini abbiano accesso a questo mondo in maniera così “facile”, possedendo e gestendo apparecchi elettronici nonostante la giovane età.

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