Dopo l’Ascesa al Soglio di Pietro l’Apostolo delle Genti torna alla Casa del Padre

di Biagio Fusco – Il Direttore della Sala Stampa Vaticana Matteo Bruni dirama quel comunicato ufficiale che nessuno avrebbe mai voluto leggere o ascoltare, la morte a 95 anni compiuti del Papa Emerito Benedetto XVI, Joseph Aloisius Ratzinger, asceso al Soglio di Pietro il 19 aprile 2005 per poi rinunciare al pontificato (la prima volta dopo sei secoli) il 28 febbraio 2013.

Date le condizioni di salute personale assai critiche per essersi seriamente aggravate negli ultimi tempi, Papa Bergoglio aveva chiesto a tutti i fedeli di unirsi in una preghiera speciale, proprio nello stesso girono in cui era stato celebrato il rito della unzione degli infermi. L’Arcivescovo Ganswein, segretario particolare di Ratzinger, insieme a Saverio Gaeta, nel libro che si intitola “ Nient’altro che la verità ” inserisce il testamento spirituale del Sommo Pontefice, riportandone alcuni stralci davvero significativi come in queste parole: “ Rimanete saldi nella fede. Non lasciatevi confondere, Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita, e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo Corpo “.

La salma, rivestita di paramenti liturgici rossi, con un rosario annodato tra le dita e la mitra sul capo, è stata esposta all’interno della cappella del monastero Mater Ecclesiae. “ Solo Dio conosce il valore e la forza della sua intercessione, dei suoi sacrifici offerti per il bene della Chiesa…ricordiamo la sua persona così nobile, così gentile. E sentiamo nel cuore tanta gratitudine a Dio per averlo donato alla Chiesa e al mondo…”. Con la grazia di tenere parole, miste tra ammirazione e commozione, lo ricorda Papa Francesco nell’omelia tenuta durante i Vespri a San Pietro. Al termine dell’Ultima Commendatio e della Valedictio, il feretro del Papa verrà condotto nella Basilica Vaticana e poi nelle Grotte Vaticane per la tumulazione, ma con processioni quotidiane in migliaia di credenti si stanno devotamente raccogliendo innanzi al sagrato pontificio per recitare suppliche ed invocazioni. Ovviamente di particolare risonanza è stato il pensiero accorato rivoto a Benedetto XVI da parte dell’Arcivescovo di Monaco di Baviera e Frisinga Reinhard Marx, il quale lo definisce “ un grande Papa, che ha esercitato il suo incarico pastorale con franchezza e grande fede…come teologo ha plasmato la Chiesa a lungo ed in modo duraturo…Siamo profondamente grati per il suo impegno decennale, per la sua eccellente teologia e l’impressionante testimonianza di vita e di fede. La sua eredità continuerà ad avere effetti.  ”.

Il Capo dello Stato Sergio Mattarella esprime in questo modo il suo personale cordoglio, anche a nome della Repubblica Italiana, impiegando frasi molto sentite, da cui traspare la profondità culturale e la consapevolezza etico – religiosa che impregna l’uomo sempre adeguatamente riflessivo e mirato nelle sue esternazioni: “ La morte di Benedetto XVI è un lutto per l’Italia. La sua dolcezza e la sua sapienza hanno beneficato la nostra comunità e l’intera comunità internazionale. Con dedizione ha continuato a servire la causa della sua Chiesa nella veste inedita di Papa emerito con umiltà e serenità…Intellettuale e teologo ha interpretato con finezza le ragioni del dialogo, della pace, della dignità della persona, come interessi supremi delle religioni. Con gratitudine guardiamo alla sua testimonianza e al suo esempio…è stato un gigante della fede e della ragione. Un uomo innamorato del Signore che ha messo la sua vita al servizio della Chiesa universale e ha parlato, e continuerà a parlare, al cuore e alla mente degli uomini con la profondità spirituale, culturale e intellettuale del suo Magistero ”.

Re Carlo III nell’inviare un messaggio di condoglianze a Papa Francesco con la sua proverbiale acutezza osserva: “ La sua visita nel Regno Unito nel 2010 è stata importante per rafforzare i rapporti tra la Santa Sede e il Regno Unito. Ricordo anche i suoi costanti sforzi per promuovere la pace e la buona volontà fra i popoli e per rafforzare il rapporto tra la Comunione anglicana globale e la Chiesa cattolica romana. “. Ratzinger nacque il 16 aprile del 1927 a Marktl am Inn nel cuore della cattolica Baviera. Papà poliziotto e mamma cuoca, lui appassionato di musica classica fin da bambino, raffinato teologo, grande studioso, ma uomo timido, trascorse l’adolescenza a Traunstein. Divenne sacerdote il 29 giugno 1951, prese poi il dottorato in teologia con una tesi su sant’Agostino e fu abilitato alla docenza con un’opera su san Bonaventura. Ha insegnato in diverse università della Germania. È stato anche tra gli esperti che lavorarono accanto ai vescovi del Concilio Vaticano II. Nel ’77 Paolo VI lo nominò prima arcivescovo di Monaco e poi cardinale. Nel 1981 Giovanni Paolo II lo indicò come Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. È stato presidente della commissione per la preparazione del Catechismo della Chiesa cattolica, vice decano e poi decano dei cardinali.

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