Bidella pendolare da Napoli a Milano: bufala o verità?

Dal video a oggi, in particolare negli ultimi giorni, si è parecchio discusso di Giuseppina Giugliano, che resterà nella storia come “bidella pendolare”. Alidlà del fatto che che il tragitto sia uno stress fisico e psicologico a cui sottoporsi ogni giorno, centro della polemica sarebbero le spese di viaggio. La giovane 29enne aveva di fatto dichiarato di spendere circa 400€ al mese per i viaggi di andata e ritorno, servendosi di promozioni e acquistando con molto anticipo i biglietti. Prendeva il treno delle 05:09 per riuscire ad arrivare alle 10:30 in istituto.

Le ricerche di Butac

Butac è un sito italiano che da anni si occupa di scovare le bufole e le notizia data dalla disinformazione. In questo caso, ha deciso di analizzare nel dettaglio la spesa che  Giuseppina dovrebbe sostenere ogni mese. Secondo i suoi calcoli, la giovane si troverebbe a dover spendere circa 1483€ al mese, che possono diventare 445€ se in possesso dell’offerta Young, valida per chi ha meno di 30 anni e ha la Cartafreccia. Tuttavia, come annuncia Butac stesso, le offerte del 70% dichiarate da trenitalia non sono presenti per tutti i treni e, se attive, non sempre con la stessa percentuale di sconto.

Intervista a Francesca Alparone

Inutile dire che il caso sembra diventato di particolare interesse per uno studio approfondito. A “Il Giorno” stesso giornale su cui è apparse per la prima volta la notizia, è stata intervistata Francesca Alparone, docente discipline plastiche al liceo Boccioni di Milano. L’insegnante prende le difese di Giuseppina, spiegando che lei non sarebbe l’unico cosa di pendolare nell’istituto di Milano. Così dichiara: “È sempre successo che dal Sud salissero al Nord per lavoro. Ma prima si trasferivano con la famiglia, perché uno stipendio bastava a mantenere tutti. Ora non è più così e i giovani che arrivano a Milano non riescono ad andare avanti. Perché si scontrano con un’economia e costi completamente diversi da quelli cui sono abituati nel Meridione dove la vita costa molto, molto meno. Tutti noi insegnanti stiamo aiutando Giuseppina a trovare un alloggio a prezzo accessibile. Da settembre incrocia faticosamente le tariffe di Italo e Trenitalia per trovare le offerte sulla tratta dell’alta velocità, compra i biglietti in anticipo di mesi per spuntare i prezzi migliori, accumula i punti e i ticket omaggio. La stiamo accompagnando per uscire da questa situazione. Vale per lei e per altri collaboratori scolastici in difficoltà”. 

Versioni discordanti

Per esaminare la veridicità dei fatti, il giornale “open” ha deciso di recarsi presso il liceo artistico Boccioni nella mattinata di ieri, 19 gennaio. Non è stato possibile incontrare Giuseppina, inoltre il liceo pare abbia deciso di non esporsi sulla faccenda. Alla reception sono stati informati che Giugliano lavorerebbe anche in un altro istituto di Milano, ma neanche lì si sarebbe presentata. Cercando dunque di intervistare personale scolastico e studenti, qualcuno di quest’ultimi afferma di conoscerla dall’anno scorso, descrivendola come una persona gentile e disponibile. Il suo nome è di fatto riportato nelle  graduatorie del 26 agosto 2021, alla seconda pagina in 78° posizione. C’è chi dichiara di averla vista a inizio anno e chi ha scoperto la sua esistenza tramite i media. Sempre “open” fa sapere che l’argomento sulla pendolare, fosse stato discusso qualche mese prima. Un’altra fonte dichiarerebbe che Giuseppina si sia messa in malattia dopo il primo mese di lavoro.

Tramite un tweet di Davide Andriolo, nella quale dichiara di aver parlato con docenti dell’istituto di sua conoscenza, riguardo i viaggi di Giugliano, avrebbe affermato che “L’ha fatto due volte e poi si è messa in congedo straordinario, retribuito”.

Il problema delle abitazioni

Fattore molto importante e degno di nota, è il problema dei costi delle abitazioni a Milano e durante la sua intervista, Francesce Alparone lo dichiara: “Quel che non capisco è perché, visto che qui a Milano si sa che arrivano tutti questi lavoratori dal Sud, non si faccia niente per aiutarli. Io faccio quello che posso per dare una mano ai collaboratori scolastici della mia scuola che come Giuseppina guadagnano sui mille euro al mese, ma ho provato sulla mia pelle che è un’impresa veramente ardua. Ci sono strutture che affittano stanze con cucina e bagno in comune sui 400 euro al mese, ma comunque sono situazioni difficili da trovare perché molto rare e quindi vanno “a ruba“. Secondo me sono anche difficili e disagevoli da vivere soprattutto se non sei più una ragazzina. Per gli appartamenti in affitto, spesso la firma del contratto è accompagnata da tre o sei mesi di caparra da pagare in anticipo, un costo che molta gente non è in grado di sostenere“.

La scuola e alcuni degli studenti hanno dichiarato di essere dalla sua parte.

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