Castellammare – Arrestati i presunti mandanti dell’omicidio di Gino Tommasino a Castellammare di Stabia


I carabinieri del Nucleo Investigativo della compagnia di Torre Annunziata, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, hanno eseguito sei arresti nell’ambito di un’importante operazione contro la camorra. Tra i fermati ci sono i presunti mandanti dell’omicidio di Gino Tommasino, consigliere comunale del PD a Castellammare di Stabia, brutalmente assassinato in un agguato il 3 febbraio del 2009.

Gino Tommasino fu ucciso in pieno giorno, intorno alle 15, mentre si trovava nella sua auto in viale Europa, nel cuore di Castellammare di Stabia. I sicari, a bordo di due scooter, affiancarono il veicolo del consigliere comunale e aprirono il fuoco, sparando una raffica di proiettili. Tommasino morì sul colpo, mentre suo figlio di 13 anni, che si trovava con lui, rimase miracolosamente illeso.

Le indagini dei carabinieri e della Procura Antimafia di Napoli hanno portato alla luce nuovi dettagli sull’omicidio e su altri delitti di camorra avvenuti nello stesso periodo. Tra i sei arrestati figurano nomi noti del clan D’Alessandro, operante a Castellammare di Stabia.

I presunti mandanti dell’omicidio Tommasino sono Vincenzo D’Alessandro, boss dell’omonimo clan, e Sergio Mosca, attualmente detenuto al regime di carcere duro 41bis. Gli altri destinatari dei provvedimenti sono Paolo Carlei, già in carcere da ieri, Catello Romano, Michele Massa e Antonio Lucchese. Romano è divenuto noto per aver confessato diversi omicidi in una tesi di laurea.

Le indagini hanno anche permesso di chiarire altri omicidi avvenuti in quegli anni. Tra gli arrestati vi sono due persone coinvolte negli omicidi di Carmine D’Antuono e Federico Donnarumma, avvenuti a Gragnano nel 2008. In quell’occasione, Donnarumma fu ucciso erroneamente, poiché il vero obiettivo dei killer era D’Antuono.