A palazzo Reale di Napoli, per i nastri d’argento, la presenza di Gassmann, Ferilli, Giacomo Giorgio

Alessandro Gassmann è stato premiato per Un Professore, miglior dramedy dei Nastri d’argento – Grandi Serie. Ormai è noto quanto sia legato alla città dove tra qualche giorno inizierà a girare come regista Questi Fantasmi, adattamento filmico di Eduardo che a Natale andrà su Rai1. Sul palco del Teatrino di Corte di Palazzo Reale l’emozione c’è, ma anche per un altro motivo, Leo Gassmann, suo figlio sta per ricevere il premio come miglior rivelazione dell’anno per il film tv Califano. Appena lui arriva subito lascia il palco. Non vuole rubargli la scena.

Con discrezione e tanta eleganza, lo aspetta fuori la sala del teatro. Appena Leo esce fuori, lo abbraccia con affetto.

Quest’immagine così delicata descrive la linea guida con sui il sindacato nazionale dei giornalisti cinematografici italiani, guidato da Laura Delli Colli ha assegnato la sezione dei Nastri d’Argento che premia il meglio della serialità italiana, che negli ultimi anni, merito anche del coraggio e del proliferare di piattaforme come Netflix, Sky e Prime Video, che rappresentano l’over top dell’audiovisivo coinvolgendo autori e attori cinematografici di altissimo livello.

Quest’anno si incrociano generazioni diverse di attori, registi e sceneggiatori. Quasi come se fosse ci fosse una staffetta sinbolica. Ognuno di loro sono protagonisti di serie tv che rappresentano un ventaglio di gusti ampio essendo anche beniamini di un pubblico dal targer di età estremamente eterogeneo.

I Gassmann sono l’esempio di tutto questo, ma via via che la cerimonia scorre assegnando i premi si nota questo ritmo, evidenziato propio da Leo Gassmann ritirando la targa: “Sono felice di essere qui anche perché vedo tanti giovani come me tra i premiati. Daje ragazzi, non molliamo mai!”

Infatti, se lui insieme a Letizia Toni anche lei vincitrice del premio per l’interpretazione di una giovanissima Gianna Nannini per Sei Nell’Anima tanto da conquistare anche la stessa Nannini,  c’è anche Giacomo Giorgio che coquista il Premio Guglielmo Biraghi. L’attore napoletano che si è fatto conoscere al grande pubblico per il ruolo di Ciro Ricci in Mare Fuori, questa stagione tv ha partecipato in progetti tv trasversali riuscendo a mostrare la sua versatilità passando da un genere all’altro. Lui appartiene proprio alla generazione Z dei nuovi interpreti mostrando talento e tanacia.

serialità abbia anche il coraggio di osare non temendo di affrontare storie che potrebbero ancora essere considerate scabrose nel 2024 senza temere un linguaggio crudo che potrebbe far storcere il naso a qualcuno.

A Napoli arrvia un’altra premiata considerata un’icona, Sabrina Ferilli, che quest’anno ha fatto il suo ritorno nelle produzioni di Rai Fiction nella serie tv brillante Gloria, in cui interpreta quest’attrice dissacrante e a suo modo perfida che ne combina di tutti i colori per ritornare sulla scena della ribalta.

La Ferilli arriva a Palazzo Reale soddisatta e la sua indole sorniona, proprio perché parte della sua famiglia materna è napoletana, suo nonno, infatti lavorava a  Teatrino di Corte di Palazzo Reale. Una soddisfazione professionale e affettiva ritirare proprio su quelle tavole del palcoscenico un premio con cui con ironia prende in giro il mondo degli attori come lei stessa racconta: “Gloria è un personaggio che ho amato molto, ma ho avuto paura di fare. Mi ha convinta Maria Pia Ammirati, la direttrice di Rai Fiction, perché è partita proprio da lei questa proposta. Un giorno mi chiama e mi dice: trovo giusto che torni in Rai da cui manchi da dieci anni. Mi fa poi leggere questo copione. Io ero perplessa, i miei personaggi sono tutti caratterizzati da un impegno civile o sociale, sono sempre state madri coraggio, da Bibbiano all’Ilva, e qui mi propongono una pazza traditrice, una madre sconsiderata, una che gioca con la malattia pur di avvantaggiarsi nella professione. Mi sono detta: questo è un azzardo, è un personaggio dissacrante, ma alla fine mi sono divertita. Anzi è stata una boccata di ossigeno”.