
Il complice era stato già fermato a dicembre dopo i colpi in Sardegna. Un 35enne di Aversa è stato arrestato dai carabinieri per truffe agli anziani commesse in Sardegna. I militari della compagnia di Ghilarza, con l’ausilio della compagnia normanna, lo hanno bloccato e condotto in carcere a Santa Maria Capua Vetere. L’uomo era finito nel mirino della Procura per alcune truffe realizzate ai danni di anziani, residenti a Nureci e Samugheo, con la tecnica del “finto carabiniere”. Per quegli episodi un 37enne, anche lui della provincia di Caserta, era stato arrestato il 19 dicembre scorso. Nel frattempo l’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Oristano, è proseguita fino a individuare anche il complice.
Decisive le immagini delle telecamere installate nelle città con cui i carabinieri hanno ricostruito gli spostamenti, effettuati su un’auto presa a noleggio, da parte dei due malviventi. Come ricostruito da SassariToday, a Nureci, i carabinieri della Stazione di Senis sono intervenuti tempestivamente presso l’abitazione di una signora anziana contattata telefonicamente da un sedicente maresciallo dei Carabinieri. L’uomo le aveva riferito che la sorella era coinvolta in un grave incidente stradale con investimento di una donna incinta, intimandole di preparare 16.000 euro in contanti per evitare gravi conseguenze penali alla parente. Un complice si sarebbe presentato a casa per ritirare la somma. Grazie all’arrivo rapido dei veri Carabinieri, i malviventi sono stati messi in fuga e il colpo è stato sventato.
Le indagini hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei due indagati grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza e al tracciamento dell’auto utilizzata, noleggiata e impiegata per muoversi in diverse zone della Sardegna. A Samugheo, invece, un anziano signore è caduto vittima di un’estorsione consumata: contattato sempre da un finto Carabiniere, gli era stato fatto credere di essere coinvolto in una rapina nel Sassarese e di dover subire una perquisizione domiciliare. Per evitare conseguenze giudiziarie, gli era stato intimato di consegnare tutti i valori in suo possesso a un altro “finto carabiniere” per una comparazione con la refurtiva. La vittima ha così consegnato monili in oro e contanti per un valore di circa 12.000 euro, prima che il truffatore sparisse.






