Un correntista, ‘erano due anni che chiedevamo armadi blindati per le nostre cassette’. Si tenta un ritorno alla normalità nella filiale Crédit Agricole di piazza Medaglie d’Oro a Napoli. Dopo il colpo della scorsa settimana, l’istituto ha riaperto al pubblico questa mattina alle 8:30. Nel primo giorno di operatività dopo la rapina “da film”, tra i clienti c’è chi attende di conoscere il destino della propria cassetta di sicurezza e chi deve sbrigare operazioni ordinarie accumulate durante la chiusura. Gli animi sono contrastanti: c’è chi esce sollevato per un mutuo concesso e chi si chiude in un silenzio teso. “Avevo appuntamento domani, ma ho tentato la fortuna oggi. Dovrò aspettare ancora per notizie della mia cassetta; l’ansia è costante”, racconta un correntista. Fuori dalla banca, speranza e delusione convivono tra chi entra su appuntamento, chi ancora non lo ha ricevuto e chi cerca di anticipare i tempi.
L’accesso è filtrato da due addetti alla vigilanza tramite una porta antipanico, mentre la bussola interbloccata non viene utilizzata. Sul posto anche due carabinieri.

Le informazioni, tuttavia, arrivano a singhiozzo. “Io sono stata fortunata perchè la mia cassetta non è stata aperta – spiega una donna all’uscita – ma ora mi aspetto protocolli di sicurezza più rigidi”. Non mancano le lamentele per i ritardi nelle comunicazioni. “Sono venuto venerdì e mi hanno censito, dicendomi di attendere 48 ore. Ad oggi non so nulla. Ho anche inviato una PEC e non ho ricevuto risposta”, lamenta un cliente. Il clima di incertezza pesa anche sui familiari: “Mia sorella è dentro, il problema è il non sapere”, aggiunge una signora in attesa all’esterno. L’incertezza blocca anche l’iter legale, allungando i tempi per le denunce formali. Resta poi il nodo della sicurezza preventiva: “Chiedevamo da due anni armadi blindati per le cassette – conclude amaramente un utente – ci dicevano che sarebbero arrivati. Se avessi saputo che non li avrebbero mai installati, avrei spostato i miei beni altrove”. Il rammarico è oggi ancora più forte: la consapevolezza che il furto abbia risparmiato i blindati, colpendo solo le cassette a muro, trasforma la rabbia in una precisa richiesta di responsabilità.