Articolo di Angela Esposito – Laddove il ritmo frenetico della Capri mondana si dirada e lascia il posto a un’atmosfera sospesa, silenziosa e autentica, si sta consumando un cortocircuito virtuoso tra memoria storica, artigianato d’eccellenza e progettualità contemporanea. EDIT Napoli, l’innovativa fiera-piattaforma che ha ridefinito il concetto di design editoriale e d’autore a livello globale, esce per la prima volta dai propri confini urbani. In attesa della fiera principale in programma a Napoli, la rassegna approda in uno dei contesti più suggestivi del Mediterraneo con il progetto “Esclusivo|Inclusivo”, nato dalla sinergia profonda con il Comune di Anacapri e il Jumeirah Capri Palace.

Il palcoscenico principale di questo connubio è Villa Rosa, storica dimora ottocentesca situata lungo l’iconico percorso pedonale che conduce alla celebre Villa San Michele di Axel Munthe. Da residenza privata a sala espositiva, fino all’odierno e cruciale intervento di riqualificazione promosso dal Comune, la villa rinasce oggi come hub culturale contemporaneo, riattivando la sua vocazione originaria di luogo aperto, da sempre attraversato da storie, artisti e visioni. Sotto la sapiente cura delle fondatrici Domitilla Dardi e Emilia Petruccelli, le stanze della dimora non ospitano una mostra tradizionale, ma si trasformano in una vera e propria casa abitata dal design, dove la luce del Mediterraneo dialoga liberamente con i materiali, le forme e il paesaggio.

A Villa Rosa il pubblico internazionale è invitato a vivere un rapporto diretto, tattile e personale con gli oggetti, pensati per essere vissuti in una dimensione squisitamente domestica. La selezione dei designer riflette la natura fluida e cross-disciplinare di EDIT Napoli, unendo storici marchi italiani a talenti globali e sperimentazioni d’avanguardia. Tra le stanze si dispiega un racconto fatto di porcellane, tessili e materiali innovativi firmati da brand e autori come AG Space Atelier, Bottega Vazzoler, Caterina Frongia, Chroma, Coralla Maiuri, cc-tapis, David Valner Studio, Davide Apolloni, Forma&Cemento, Fornace Brioni con Galleria Kalpa, Heike Buchfelder, Jonathan Bocca, Madam Bozarjiants by DesignBureau, Made in EDIT, Magliocco Tappeti, Piccoli Smalti, Poltronova, Ranieri e Teresa Carnuccio. Le stanze diventano così narrazioni organiche, dove ogni arredo si scopre come parte di un mosaico più ampio.

Se Villa Rosa è il cuore pulsante dell’esposizione, il Jumeirah Capri Palace si configura come la naturale estensione di questo viaggio. L’hotel, destinazione iconica dell’ospitalità di alta gamma, è da tempo uno spazio espositivo diffuso in cui l’arte, l’architettura e l’accoglienza convivono in modo organico. Le installazioni di maestri del calibro di Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino e Giorgio De Chirico accolgono gli ospiti e fanno da preludio alle camere, mentre le suite firmate da progettisti come Patricia Urquiola e Giuliano Andrea Dell’Uva definiscono un linguaggio in cui il design è parte integrante dell’esperienza di soggiorno.

In questo scenario si inserisce l’esposizione delle opere della collezione Hybrida, disegnata proprio da Patricia Urquiola per EDIT Napoli, affiancata da un fitto programma di incontri e conversazioni volti ad approfondire i temi della produzione, il rapporto tra design e nuove forme dell’abitare, e l’apparente contrasto tra l’esclusività della manifattura e l’inclusività della narrazione. Tra i momenti più attesi spiccano gli appuntamenti con cc-tapis insieme ad Allegra Hicks e il contributo del celebre duo Formafantasma, che portano a Capri le loro visioni sul futuro del progetto.

La collaborazione nasce da un’affinità elettiva, come spiega Ermanno Zanini del Jumeirah Capri Palace, sottolineando come la struttura sia da sempre concepita come una destinazione in cui l’ospitalità supera la dimensione dell’accoglienza. L’obiettivo comune è integrare il design contemporaneo nei luoghi dell’ospitalità per offrire un’esperienza di visita che sia allo stesso tempo immersiva, culturale e profondamente legata al territorio.

Il titolo del progetto racchiude l’essenza stessa della riflessione attuale sulla progettazione indipendente. Nelle parole di Domitilla Dardi ed Emilia Petruccelli, nel dibattito contemporaneo i concetti di inclusività ed esclusività non sono più opposti, ma condizioni che coesistono. Da un lato vi è la necessità di aprire il progetto a nuove filiere, linguaggi e contesti, dall’altro l’urgenza di mantenere un livello qualitativo e curatoriale rigoroso. È esattamente in questa tensione produttiva che si inserisce l’azione di EDIT Napoli, capace di evolvere da fiera a spazio continuo di ricerca, connessione e sviluppo. Con questa iniziativa, Capri riafferma la propria identità profonda, ridefinendosi non solo come meta turistica d’élite, ma come vera e propria destinazione culturale globale in grado di intercettare un pubblico attento alla qualità e alla ricerca.