Siamo noi che decidiamo cosa fare e come farlo e dove dirigere gli investimenti’. Se a oltre 150 anni dall’esplosione della questione meridionale, istituzioni, esperti, società civile si ritrovano a discutere ancora sulle ricette necessarie per lo sviluppo del Sud vuol dire che quel processo di rilancio di zone economicamente in ritardo non si è ancora completato. Messe però da parte le lamentazioni, il convegno organizzato a Napoli dall’Osservatorio Economico e Sociale ‘Riparte l’Italia’, ha scelto un tema aggiornato alle nuove situazioni di crisi come stimolo per il dibattito. “Far crescere il sud nella tempesta globale” è la mission che deve tenere conto di difficoltà enormi a causa del contesto internazionale ma anche delle opportunità che ci sono davanti alla porta. Per tutte, ad esempio, l’organizzazione dell’America’s Cup, evento che sta coinvolgendo direttamente la Sardegna e che vedrà presto in vetrina Napoli e la Campania con ricadute a larga scala. E poi, la sfida energetica. “Il Sud – ha detto il governatore campano Roberto Fico è l’unica opportunità che l’Italia ha per la crescita complessiva del Paese. Oggi senza il Sud non puoi andare da nessuna parte. E allora noi sappiamo che il Sud ha degli ottimi dati, molto buoni, che si accompagnano anche a dei dati però negativi: ancora c’è un’emigrazione forte dalla Campania, tanti giovani se ne vanno, aumenta il costo della vita, i salari rimangono bassi, ma allo stesso tempo c’è una crescita del Pil importante, ci sono tante startup innovative, un flusso turistico che va gestito ma che è importante, un aumento di imprese che lavorano bene, investimenti di rigenerazione urbana”.

Ma la giornata di Fico è stata caratterizzata anche da un incontro a sorpresa, e l’abbraccio, con il suo ex compagno di Partito, e compaesano, Luigi Di Maio. Un abbraccio che li ha riportati ai tempi di quando cominciarono a fare politica a Napoli, come pionieri del Movimento 5 Stelle. Un inizio che li ha spinti fino all’affermazione a Roma, entrambi prima deputati e poi l’uno presidente della Camera, l’altro ministro e poi vicepremier. Ora l’incontro con nuovi ruoli istituzionali: il primo governatore della Campania e il secondo rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo Persico. Tutto è successo alla buvette del Circolo dell’Unione, dove si stava svolgendo il convegno. Dopo l’intervento di Fico dal palco, ha parlato il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. “abbiamo un paese che cresce poco, quindi la grande sfida è la crescita. Ma abbiamo un Mezzogiorno che negli ultimi 4 anni è cresciuto più della media nazionale.

Questo ci fa capire che in realtà la vera scommessa per la crescita dell’Italia è al Sud, soprattutto perché è cambiato lo scenario geopolitico”. La governatrice della Sardegna, Alessandra Todde, dopo due anni di mandato nota “una nuova classe dirigente del Sud che sta spingendo moltissimo”, con una “postura diversa e più credibile che fa la differenza” nei tavoli decisionali, in Italia e in Europa. Critico l’intervento del sindaco di Cagliari Massimo Zedda, che ha denunciato il taglio di 400 milioni di euro destinati alle opere delle Città Metropolitane, “comunicato con una lettera inviata con soli quattro giorni di preavviso”. Preoccupata si è detta la sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo: “come sarà il day-after quando sarà finito il flusso di danaro del Pnrr?’. Fiducia nelle parole del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Luigi Sbarra: il Sud di oggi “è molto diverso da quello dei decenni passati. Tutti gli indicatori economici sono positivi”.