Nel pomeriggio di ieri, convocata dal Prefetto di Napoli, Michele di Bari, si è svolta una riunione sull’andamento del fenomeno della tossicodipendenza, per un punto di situazione sulle misure che ogni soggetto istituzionale, nell’ambito della propria competenza, mette in atto, in uno scenario di strategia condivisa. Hanno partecipato all’incontro l’Assessore alla Legalità del Comune di Napoli, Antonio De Iesu, i Direttori Generali delle ASL Napoli 1 Centro, Napoli 2 Nord e Napoli 3 Sud e i rappresentanti delle Forze dell’ordine. In particolare, è stata affrontata la tematica concernente la diffusione del cosiddetto ‘miele da sballo’, lo stupefacente gelatinoso particolarmente pericoloso per l’elevata concentrazione di Thc, sostanza psicoattiva presente nella cannabis nonché l’uso del Fentanyl, l’oppioide sintetico con una potenza molto superiore a quella dell’eroina e della morfina che, a causa dei costi di produzione bassissimi e dell’altissimo margine di guadagno, presenta un alto pericolo di diffusione all’interno delle tradizionali reti di spaccio.
E’ emerso che il fenomeno di consumo di tali sostanze stupefacenti non presenta dati rilevanti nel contesto territoriale di riferimento. Oltre all’impegno costante delle forze dell’ordine per prevenire e contrastare lo spaccio, anche con controlli interforze nelle aree più sensibili, nonché con controlli sul web – ove l’acquisto di sostanze stupefacenti avviene principalmente tramite il Dark Web e le app di messaggistica criptata, che consente agli acquirenti di mantenere l’anonimato e di pagare in criptovalute – assume fondamentale importanza operare, tra tutti i soggetti istituzionali interessati, in una prospettiva integrata, al fine di coniugare la sicurezza con la tutela della salute, l’inclusione sociale e la vivibilità del contesto urbano.

Tutte e tre le Asl napoletane sono attivamente impegnate un programma di osservazione mirato per individuare l’eventuale presenza sommersa della sostanza sul mercato nero e mappare i consumatori. Inoltre, vengono svolti controlli tossicologici specifici su un campione di persone afferenti ai servizi per le dipendenze (SerD) e ai pronto soccorso dell’area metropolitana. L’obiettivo è intercettare l’uso delle sostanze prima che si verifichino cluster di overdose. Vengono altresì messe in atto campagne informative, anche nelle scuole, che mirano a contrastare la diffusa convinzione che l’uso di sostanze stupefacenti non rappresenti un illecito e informando compiutamente sulle gravi conseguenze che la tossicodipendenza causa sulla salute. Forte è anche l’impegno della Prefettura in materia di procedimenti sanzionatori di condotte di detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti o psicotrope, ai sensi dell’art. 75 del Decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990: Nell’anno 2024 sono state effettuate 5627 contestazione, la maggior parte per uso di sostanze stupefacenti di tipologia cannabinoide e nell’anno 2025 sono state effettuate 5809 contestazioni e sanzionati i consumatori, soprattutto delle medesime sostanze. Il Tavolo prefettizio dedicato proseguirà, con cadenza periodica, le riunioni di aggiornamento per monitorare il fenomeno nell’ambito metropolitano.