Un cantiere nautico completamente abusivo è stato sequestrato a Castellammare di Stabia nell’ambito delle attività investigative sul presunto inquinamento del fiume Sarno. L’operazione è stata condotta dalla Capitaneria di Porto insieme ai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) di Napoli.

Cantiere abusivo su oltre mille metri quadrati

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la struttura, gestita da una società con sede legale a Praiano, occupava una superficie complessiva di circa 1.100 metri quadrati, suddivisa tra un capannone di 800 metri quadrati e un’area esterna di 300 metri quadrati.

Durante il controllo, i militari hanno riscontrato la presenza di attività di rimessaggio nautico in corso. In particolare, erano in corso operazioni di levigazione di un’imbarcazione da diporto e l’applicazione di materiale antivegetativo sullo scafo.

Attività senza autorizzazioni ambientali

Le lavorazioni sarebbero state effettuate in assenza delle necessarie autorizzazioni ambientali, comprese quelle relative alle emissioni in atmosfera previste dalla normativa vigente.

Inoltre, all’interno dell’area sarebbero stati rinvenuti rifiuti pericolosi e non pericolosi derivanti dalle attività svolte, depositati in maniera incontrollata.

Dagli accertamenti è emerso anche che il capannone sarebbe stato realizzato su un fondo agricolo, senza il preventivo cambio di destinazione d’uso richiesto dalla legge.

Sequestro per evitare ulteriori danni ambientali

Il sequestro d’urgenza è stato disposto per impedire la prosecuzione delle attività illecite e scongiurare un aggravamento delle conseguenze ambientali.

L’intervento rientra nella più ampia campagna di controlli coordinata dalla Procura di Torre Annunziata lungo la costa della penisola sorrentina e nell’area del bacino del Sarno, con il supporto tecnico dell’Arpac.