“Il garante dei detenuti: “Celle sovraffollate, pochi infermieri, due soli psichiatri”. Il carcere “Giuseppe Salvia” di Poggioreale tra le tappe della visita organizzata dall’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione, che ha visto le proprie delegazioni entrare contemporaneamente in 34 istituti penitenziari di 29 città italiane. All’uscita dall’istituto, la delegazione – composta tra gli altri da Sabrina Efionayi, Ludovico Di Martino, Fiorenzo Madonna, Gaetano Vecchione, Daniela Russo, Samuele Ciambriello, Ilaria Giugni, Paolo Conte e Gaia Barone – ha incontrato la stampa per riferire sulle condizioni riscontrate in una delle strutture penitenziarie più sovraffollate d’Italia. “La comunità penitenziaria è fatta di detenuti e agenti: se stanno bene gli uni, stanno bene anche gli altri”, ha spiegato Ciambriello, garante dei detenuti della Regione Campania, sottolineando che a Poggioreale mancano circa 200 agenti. Il garante ha denunciato anche la carenza di personale sanitario: pochi medici e infermieri, e appena due psichiatri a fronte di un numero consistente di psicologi. “Abbiamo visto celle da nove, dieci persone – ha aggiunto -. Lo slogan di oggi è: il diritto alla dignità non è negoziabile”.

Ciambriello ha raccontato di aver incontrato detenuti che devono scontare pene residue di pochi mesi, chiedendosi “che ci fanno ancora qui dentro”. Ha riconosciuto comunque gli sforzi della nuova direzione del carcere, che sta portando avanti progetti e corsi di formazione. Al tempo stesso ha chiesto alla Regione di intervenire sulla sanità, in particolare per i tossicodipendenti – non tutte le Asl dispongono di risorse per misure alternative al carcere – e per la salute mentale, segnalando la presenza di detenuti con gravi problematiche psichiatriche che, a suo dire, non dovrebbero trovarsi in carcere. Il Garante ha infine parlato del “dialogo in corso con la Regione”: dopo un incontro con l’assessorato e con i dirigenti delle Politiche Sociali e della Formazione, sono allo studio proposte per aumentare le attività dentro l’istituto, dove molti detenuti restano in cella fino a ventidue ore al giorno, oltre a iniziative per l’accoglienza di detenuti senza fissa dimora e laboratori negli istituti.