NAPOLI – Una scelta chiara sulla gestione pubblica dell’acqua e un intervento della Regione Campania per evitare che il servizio idrico proceda, nei diversi territori, verso una crescente presenza dei privati. È quanto chiede Rete in Movimento, realtà che riunisce oltre cento associazioni, organizzazioni sindacali, movimenti locali e personalità impegnate sui temi della giustizia ambientale e sociale.
Nel comunicato diffuso il 30 luglio, la rete giudica positivamente la decisione della Giunta regionale di bloccare le procedure per l’individuazione di un socio privato nella gestione delle grandi adduzioni idriche. Secondo il movimento, tuttavia, nei mesi successivi non sarebbero arrivati ulteriori atti capaci di definire un indirizzo complessivo per il futuro dell’acqua in Campania.
Tra le questioni evidenziate c’è la trasformazione di ABC Napoli in una S.p.A. interamente pubblica, sulla quale resta aperto il confronto sulle modalità più adeguate per garantire una gestione pubblica del servizio. A Benevento, invece, si è conclusa la procedura per l’ingresso di un socio privato al 45% nel distretto che comprende 78 Comuni: secondo quanto riportato nel comunicato, la gara è stata assegnata ad Acea, unico partecipante, per un valore indicato in circa un miliardo di euro fino al 2051.
La rete richiama inoltre l’attenzione su Napoli Nord, dove diversi Comuni si starebbero muovendo verso l’individuazione di un socio privato, e sul territorio servito da GORI tra Napoli e Salerno, in vista della futura scadenza dell’attuale affidamento.
Altro punto centrale riguarda tariffe e dispersione idrica. Nel documento vengono segnalati aumenti superiori al 30% per i 131 Comuni irpini e sanniti serviti da Alto Calore e superiori al 40% per 34 Comuni del Casertano. Viene inoltre indicata una dispersione idrica media regionale del 53,5%, con valori del 61,8% a Caserta, 61,4% a Salerno e 33,7% a Napoli.
Da qui la richiesta alla Giunta regionale di approvare una Delibera di Indirizzo Strategico che formalizzi la scelta di una gestione integralmente pubblica del ciclo delle acque. Rete in Movimento propone inoltre una riforma della legge regionale 15/2015, da elaborare entro tre mesi attraverso il confronto con autonomie locali, movimenti civici e rappresentanze dei lavoratori, puntando a un modello pubblico su scala regionale.
Tra le richieste anche lo stanziamento di risorse, comprese quelle della programmazione comunitaria, per rendere più efficiente e innovativo il sistema idrico e contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici e la dispersione delle risorse.
Il Movimento Rigenera annuncia infine la volontà di lavorare a una propria proposta di riforma della legge 15/2015 e, attraverso la campagna “Irruzione Democratica”, di promuovere un referendum regionale sulla gestione dell’acqua. Rinnovata anche la richiesta di incontro al presidente della Regione Campania Roberto Fico.
«Mai come in questo caso non scegliere significa scegliere», è il messaggio con cui la rete sollecita la Regione a definire una linea politica univoca sul futuro del servizio idrico campano.







