Primo vertice a porte chiuse tra i legali della famiglia e l’ospedale napoletano dopo la richiesta di 3 milioni di euro. I genitori annunciano: “Ci costituiremo parte civile”. Sette medici indagati per la morte del bimbo causata dal cuore danneggiato dal ghiaccio secco.

NAPOLI – Potrebbe essere arrivata a una svolta la complessa vicenda legata alla tragica scomparsa del piccolo Domenico Caliendo, il bambino deceduto il 23 dicembre scorso all’ospedale Monaldi di Napoli a seguito delle complicazioni sorte dopo un trapianto di cuore. La direzione del nosocomio collinare ha infatti ufficialmente convocato per la giornata di domani i legali della famiglia Caliendo per avviare un primo tavolo di confronto volto a valutare un possibile risarcimento danni.

L’incontro, che si svolgerà a porte chiuse, rappresenta il primo passo concreto verso una definizione bonaria sul piano civile, giunto dopo mesi di forti tensioni e trattative a distanza.

I genitori del piccolo, Antonio Caliendo e Patrizia Mercolino, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, attendono di capire se la struttura sanitaria accetterà la proposta risarcitoria avanzata formale nei mesi scorsi, pari a una somma complessiva di tre milioni di euro. Una trattativa che, tuttavia, non influenzerà in alcun modo l’iter giudiziario: la famiglia ha ribadito la ferma intenzione di costituirsi parte civile nel futuro processo penale qualora la Procura dovesse richiedere il rinvio a giudizio per i responsabili.

Parallelamente sul fronte penale proseguono senza sosta le indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli, che vedono attualmente sette medici del Monaldi iscritti nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio colposo.

I riflettori degli inquirenti restano puntati sulla maxi consulenza medico-legale in fase di deposito. Al centro delle perizie c’è l’organo cardiaco prelevato a Bolzano che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbe stato irreparabilmente compromesso durante le fasi di trasporto a causa del contatto improprio con il ghiaccio secco. Un accertamento tecnico fondamentale per fare piena luce sulla catena di errori e accertare le singole responsabilità che hanno condotto al drammatico epilogo.