Un articolato e redditizio sistema fraudolento ideato per immettere sul mercato tonnellate di carburante e olio lubrificante in totale evasione fiscale è stato scoperto e smantellato dalle Fiamme Gialle. L’operazione, condotta dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Aversa e coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata, ha portato all’esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal G.I.P.  nei confronti di quattro persone. Per i quattro indagati — ritenuti responsabili a vario titolo di complessi reati di contrabbando di prodotti energetici — sono scattate sanzioni severe: un provvedimento di obbligo di dimora con presentazione alla polizia giudiziaria, due obblighi di firma e un’interdizione dall’attività d’impresa per la durata di un anno. L’intera indagine è nata quasi per caso, da un quotidiano controllo di routine effettuato su strada dai finanzieri nell’Aversano. In quell’occasione, i militari fermarono un grosso autoarticolato con rimorchio carico di olio lubrificante. Gli accertamenti immediati rivelarono che il prodotto, destinato impropriamente all’autotrazione, veniva trasportato in palese violazione delle norme del Testo Unico sulle Accise (D.Lgs. 504/1995).

Il mezzo e il carico vennero posti sotto sequestro. Quel primo fermo ha spalancato le porte a un’indagine ben più vasta, iniziata dalla Procura di Napoli Nord e poi passata, per competenza, alla Procura di Torre Annunziata. I finanzieri hanno così ricostruito una catena di condotte illecite finalizzate a sottrarre i carburanti all’accertamento e al pagamento dell’Iva e delle Accise statali. I trasporti avvenivano del tutto privi della documentazione prescritta o mediante l’uso di bolle e documenti di accompagnamento falsificati. Nel corso dei vari interventi, le Fiamme Gialle sono riuscite a sequestrare oltre 100.000 chilogrammi (circa 100 tonnellate) tra olio lubrificante e benzina già pronti per essere immessi nel circuito clandestino, oltre ai pesanti automezzi utilizzati per la logistica. Ma l’impatto della frode era ben maggiore: gli approfondimenti investigativi hanno consentito di stimare il consumo in frode di ulteriori 220.400 chilogrammi di prodotti energetici completamente “in nero”, venduti eludendo ogni tassazione.

Oltre alle misure personali, il G.I.P. ha disposto il sequestro preventivo finalizzato alla confisca (sia diretta che per equivalente) dei beni nei confronti di due degli indagati e di un’impresa operante nel settore. Il valore totale del sequestro ammonta a 322.189,22 euro, somma corrispondente all’ammontare esatto delle imposte e delle accise sottratte alle casse dello Stato. Come ricordato dai Procuratori Nunzio Fragliasso e Giovanni Cilenti in una nota, il provvedimento si colloca nella fase delle indagini preliminari. Per tutti i destinatari delle misure vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale condanna definitiva.