
La procura apre un’inchiesta, disposta l’autopsia sulla salma dell’85enne. L’uomo avrebbe contratto un batterio tra le corsie dell’ospedale. Un anziano di 85 anni è morto all’ospedale di Boscotrecase e ora la Procura di Torre Annunziata vuole capire se dietro quel decesso possa esserci un’infezione contratta durante il ricovero. È un’inchiesta ancora alle prime battute, quella coordinata dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, guidata dal procuratore Nunzio Fragliasso, che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 13 medici a cui è contestato il reato di omicidio colposo. Un’ipotesi investigativa, ancora tutta da verificare, che dovrà essere valutata alla luce degli accertamenti medici e delle perizie disposte dal sostituto procuratore Vincenzo Lanni. Al momento, dunque, non ci sono responsabilità accertate a carico dei sanitari coinvolti. L’anziano, G.C. le sue iniziali, è deceduto il 29 agosto. Era ricoverato nell’ospedale Sant’Anna Madonna della Neve, dove poi ha contratto una broncopolmonite sospetta. L’inchiesta sarebbe partita dalla denuncia dei familiari della vittima.
Tra le ipotesi investigative c’è anche quella che l’uomo possa aver contratto un batterio tra le corsie dell’ospedale e che l’eventuale infezione possa avere avuto un ruolo nel peggioramento delle sue condizioni di salute. Un passaggio che dovrà essere verificato attraverso gli esami microbiologici e soprattutto attraverso l’esame autoptico. Proprio ieri è stata eseguita l’autopsia sul corpo dell’85enne. L’esame è stato affidato ai medici legali incaricati dalla Procura, che avranno ora il compito di ricostruire le ultime fasi della malattia e stabilire, per quanto possibile, la causa del decesso. Per depositare le proprie conclusioni avranno a disposizione 90 giorni. Saranno quindi fondamentali non soltanto i risultati dell’autopsia, ma anche la documentazione clinica, la cartella sanitaria dell’anziano, gli eventuali risultati degli esami effettuati durante il ricovero e gli accertamenti sulla presenza di eventuali agenti infettivi. Gli investigatori dovranno inoltre ricostruire con precisione i giorni trascorsi dall’85enne in ospedale, le terapie praticate e l’evoluzione del quadro clinico. L’intera documentazione è stata posta sotto sequestro. Sul caso sono al lavoro i carabinieri della compagnia di Trecase, impegnati negli accertamenti delegati dalla Procura. L’obiettivo è mettere in fila tutti gli elementi utili a comprendere che cosa sia accaduto e se vi sia un collegamento tra l’eventuale infezione e la morte dell’anziano.
Proprio Il 29 agosto, giorno della morte dell’85enne, Il pronto soccorso della struttura, era stato evacuato per un decesso sul quale erano emersi sospetti relativi a un’infezione contratta in ospedale. Al momento non vi è certezza se l’episodio sia collegato alla morte dell’85enne. L’iscrizione dei 13 medici nel registro degli indagati rappresenta, in questa fase, soprattutto una garanzia per consentire alla magistratura di svolgere tutti gli accertamenti necessari e agli stessi sanitari di poter partecipare agli esami irripetibili attraverso i propri consulenti. Nessuna responsabilità, dunque, può essere considerata accertata. Il punto centrale dell’inchiesta resta uno: stabilire la causa della morte dell’85enne e capire se l’eventuale infezione sia stata effettivamente contratta all’interno della struttura ospedaliera. E, soprattutto, se vi sia stato un nesso tra quell’infezione e il decesso. Domande alle quali dovranno rispondere gli esami scientifici e la consulenza medico-legale.






