Iniziano i problemi per i mancati rifornimenti dopo il blocco del trasporto per il caro carburante. Primi effetti dello sciopero degli autotrasportatori, che oltre alla Campania coinvolge anche Puglia, Calabria e Sicilia. Nella mattinata, in diversi supermercati di Caserta, la merce cominciava a scarseggiare, con i primi segnali di una mobilitazione che rischia di avere ripercussioni sempre più evidenti sulla distribuzione. A essere particolarmente penalizzati sono i reparti ortofrutta e dei prodotti freschi, alimenti che, per la loro natura, necessitano di rifornimenti frequenti e arrivano nei punti vendita quasi quotidianamente. Sugli scaffali iniziano così a comparire i primi vuoti, mentre gli operatori del settore monitorano con attenzione l’evolversi della situazione e l’eventuale prolungamento dello stop. “Non ricordo una situazione del genere, così estrema, neppure durante le crisi del passato”, racconta un cliente, sorpreso di fronte a scaffali rimasti senza prodotti. Disagi vengono segnalati anche sul fronte dei rifornimenti di carburante. Dall’Alto Casertano e da San Nicola la Strada arrivano infatti segnalazioni di pompe rimaste senza diesel, con gli automobilisti che devono fare i conti con una disponibilità ridotta del carburante.

“È gravissimo quanto sta accadendo a Carinaro, con i blocchi che ostacolano l’approvvigionamento dei supermercati. Chi c’è dietro questa protesta? Bisogna chiarire immediatamente chi la organizza e verificare se ci sia un disegno volto a provocare carenze di prodotti e a far salire i prezzi. Le famiglie non possono pagare il conto di queste azioni”. Lo dichiara Francesco Maria Rubano, parlamentare di Forza Italia. “Chiedo alla Prefettura di Caserta e alle autorità competenti di intervenire per garantire la regolarità degli approvvigionamenti e fare piena luce sui promotori e sulle modalità dei blocchi – prosegue Rubano – Il diritto di protesta va rispettato, ma non può diventare un mezzo per danneggiare cittadini e imprese. Servono verifiche tempestive – conclude – anche sull’andamento dei prezzi, per impedire che qualcuno approfitti delle difficoltà nelle consegne a danno delle famiglie”. La mobilitazione, giunta al terzo giorno in Campania, mette insieme sigle sindacali e comitati spontanei e sta progressivamente coinvolgendo anche altri settori. Alla protesta si sono infatti affiancati esponenti del mondo agricolo e degli studenti, accomunati dalla denuncia dell’aumento vertiginoso dei costi dell’energia e dei carburanti. Bloccato anche Porto di Napoli