
NAPOLI – Al quinto giorno della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburante, partita dalla Sicilia e diffusasi in tutto il Sud, la circolazione stradale in Campania registra una situazione a macchia di leopardo.
Se in alcuni snodi la morsa dei tir è apparsa allentarsi, permangono criticità significative: lunghe file di mezzi pesanti si registrano fin dalle prime luci dell’alba lungo l’Asse Mediano, in particolare nel territorio di Giugliano in Campania in direzione Napoli, e all’imbocco della Nola-Villa Literno.
La protesta, che vede ancora presidi attivi sull’A2 nel Salernitano (nel Vallo di Diano) e rallentamenti a Caserta Nord, sta avendo pesanti ripercussioni sulla distribuzione dei beni e dei carburanti.
Nelle raffinerie della zona orientale di Napoli le operazioni di carico sono ferme, provocando la chiusura di numerosi distributori in diverse aree della regione — dalla Costiera Amalfitana fino alle isole di Ischia e Procida — e la comparsa dei cartelli di “carburante esaurito”.
Si aggravano inoltre i disagi nei supermercati, dove si moltiplicano i reparti con banchi di frutta e verdura vuoti. L’intera categoria e i manifestanti attendono ora l’esito dei tavoli di confronto istituzionale fissati a Milano e Roma con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini.






