
Si chiude con tre condanne con rito abbreviato e due patteggiamenti una parte della vicenda giudiziaria relativa a un gruppo accusato di aver gestito un’attività di traffico e spaccio di stupefacenti tra Avellino e diversi comuni dell’hinterland irpino. L’inchiesta riguarda fatti avvenuti tra marzo e ottobre 2021, con episodi contestati nei territori di Avellino, Forino e Chiusano San Domenico.
Sono sei gli imputati coinvolti nel procedimento, accusati, a vario titolo, di associazione finalizzata alla detenzione e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Per cinque di loro il percorso giudiziario ha registrato una definizione con rito abbreviato o patteggiamento, mentre il sesto sarà giudicato con rito ordinario.
Le pene più elevate riguardano Giovanni Genovese, condannato a nove anni e otto mesi di reclusione, Maurizio De Filippis, condannato a quattro anni e cinque mesi, e Michele Longo, per il quale è stata stabilita una pena di quattro anni, nove mesi e dieci giorni. Genovese è difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero, De Filippis dall’avvocato Alberico Villani e Longo dall’avvocato Loredana De Risi.
Umberto Meoli, assistito dall’avvocato De Risi, ha patteggiato una pena di tre anni e quattro mesi, in continuazione con fatti connessi. Per Michele Dello Russo, difeso dall’avvocato Alberico Galluccio, è stato riconosciuto il vincolo della continuazione esterna: la pena di sei mesi di reclusione si aggiunge agli otto anni già riportati per un altro episodio legato alla droga. Gaetano La Placa, originario di Palermo e per un breve periodo residente a Summonte, affronterà invece il giudizio ordinario.
Le indagini della Dda e l’operazione dei carabinieri
L’indagine è stata condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e ha portato alla chiusura delle indagini preliminari nei confronti dei sei presunti componenti del gruppo. Gli avvisi risultano firmati dai pubblici ministeri Anna Frasca ed Emanuele Del Franco.
Nel dicembre 2025 erano state eseguite le misure cautelari nei confronti degli indagati, al termine di un’operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Avellino. I provvedimenti erano stati firmati dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, Linda Comella, su richiesta della Dda. Successivamente, i giudici della Decima sezione del Tribunale del Riesame avevano sostituito la custodia in carcere e gli arresti domiciliari con misure meno restrittive.
Secondo la ricostruzione investigativa, il gruppo avrebbe trafficato cocaina e hashish tra il capoluogo irpino e i comuni limitrofi. A Genovese, De Filippis e Longo viene contestato il reato di associazione finalizzata allo spaccio, mentre a La Placa, Meoli e Dello Russo sono attribuiti specifici episodi di cessione e rifornimento di cocaina.
Intercettazioni e sequestri al centro dell’inchiesta
L’attività investigativa è nata da uno stralcio di un’indagine relativa a presunti episodi di usura e spaccio nel Montorese. Gli approfondimenti avrebbero consentito di ricostruire il ruolo attribuito a Genovese e la sua operatività tra il Forinese e Avellino.
Determinanti, secondo quanto riportato, sono state le intercettazioni ambientali e telefoniche, insieme ai numerosi sequestri effettuati nel corso delle indagini. Durante i controlli ai posti di blocco, i militari avrebbero intercettato almeno tre cessioni di cocaina, con quantitativi compresi tra venti e cinquanta grammi ciascuna.
Gli investigatori attribuiscono a Genovese il ruolo di promotore e finanziatore dell’associazione. Secondo l’impianto accusatorio, avrebbe impartito direttive ai collaboratori, stabilito tempi e modalità degli acquisti, determinato i prezzi di vendita e fissato le scadenze per il recupero dei crediti dagli acquirenti. Avrebbe inoltre fornito ai collaboratori più stretti utenze telefoniche dedicate.
Il procedimento si è dunque concluso con le decisioni che riguardano cinque imputati, mentre per La Placa resta previsto il giudizio ordinario.







