
Un appartamento apparentemente anonimo in via Nazionale delle Puglie, a San Vitaliano, sarebbe stato utilizzato come base operativa per mettere a segno truffe telefoniche ai danni di cittadini. I Carabinieri hanno arrestato cinque uomini, sorpresi all’interno dell’abitazione durante un’operazione condotta dai militari del Nucleo Investigativo e della Sezione Operativa di Castello di Cisterna.
Secondo quanto ricostruito, il gruppo avrebbe utilizzato un sistema basato su telefonate e identità false per convincere le vittime a trasferire denaro con il pretesto di mettere al sicuro i propri risparmi. Gli indagati si sarebbero presentati inizialmente come operatori antifrode di un gruppo finanziario specializzato nella gestione dei pagamenti digitali, segnalando presunte operazioni sospette sui conti correnti.
Il meccanismo prevedeva una prima telefonata, durante la quale veniva prospettato il rischio di perdere il denaro depositato sul conto. Una volta conquistata la fiducia della persona contattata, entrava in scena un secondo interlocutore, che si sarebbe presentato come un maresciallo dei Carabinieri.
Il falso militare avrebbe quindi fornito indicazioni per presunti trasferimenti di sicurezza, invitando le vittime a effettuare bonifici verso coordinate bancarie indicate durante la conversazione. Un espediente che, secondo la ricostruzione dell’attività investigativa, avrebbe avuto lo scopo di indurre i cittadini a trasferire volontariamente le somme di denaro.
Durante l’intervento nell’appartamento di San Vitaliano, i militari hanno sequestrato 22 telefoni cellulari, 20 schede SIM, tre computer portatili, un dispositivo POS per i pagamenti elettronici e un router. Materiale che sarà utile agli accertamenti sul sistema utilizzato per organizzare e gestire le telefonate.
Nel corso delle indagini, i Carabinieri sarebbero inoltre riusciti a documentare, tra gli episodi più recenti, un movimento di denaro di quasi 50mila euro. La somma è stata congelata prima che potesse essere ulteriormente movimentata.
I cinque uomini arrestati sono stati condotti in carcere e dovranno rispondere dell’accusa di truffa aggravata.
L’operazione ha permesso di individuare una presunta centrale telefonica delle truffe in un’abitazione della provincia di Napoli, dove le chiamate sarebbero state organizzate attraverso dispositivi elettronici e schede telefoniche. Le indagini puntano a ricostruire gli episodi documentati e il ruolo dei cinque arrestati nella gestione del sistema.
Il caso richiama l’attenzione su una modalità di raggiro che sfrutta la paura di perdere i propri risparmi e la fiducia riposta nelle istituzioni. Le richieste di effettuare bonifici per mettere al sicuro il denaro, soprattutto quando accompagnate da telefonate di persone che si presentano come operatori bancari o appartenenti alle forze dell’ordine, devono essere verificate attraverso i canali ufficiali.
Gli accertamenti proseguiranno per chiarire tutti gli aspetti della vicenda e ricostruire l’attività contestata agli indagati.






