“Il mio obiettivo è creare un brand di abbigliamento, so che per i giovani è difficile esordire, ma piano piano ci riuscirò, lo devo assolutamente fare, lo devo a me stesso, alla mia famiglia e soprattutto a mia mamma che mi guarda”.

A parlare è Biagio Giannini, 20 anni, orfano di femminicidio.

Biagio è figlio di Alessandra Sorrentino, la 26enne uccisa a colpi di forbici dal marito, a Palma Campania (Napoli) nel 2012. Biagio e sua sorella erano in casa e dormivano.

Il ragazzo in questi anni è stato accompagnato dal progetto Respiro e ha portato la sua testimonianza in occasione dell’incontro ‘Orfani di femminicidio: lo Stato che c’è. Cinque anni del progetto Respiro’, che si è svolto a Napoli.

“Per colpa di mio padre che ha ucciso mia mamma non ho avuto entrambi i genitori, che sono i pilastri della crescita di un bambino. Io avevo 5 anni quando mia mamma è stata uccisa e partecipare a questo progetto è stato per me di grande aiuto non solo attraverso percorsi di sostegno psicologico, ma, non mi vergogno a dirlo, anche a livello economico. Tutte le persone coinvolte nel progetto mi hanno aiutato a 360 gradi a diventare la persona che sono oggi”.

Biagio ha terminato il percorso scolastico a 19 anni e ora lavora, ma con il suo sogno nel cassetto, con un progetto che, una volta realizzato, sarà il suo regalo a sua mamma Alessandra.