Lucia Caiazza Arzano

Casavatore: Lucia uccisa di botte durante il lockdown, condannato a 16 anni il compagno

Casavatore – Uccisa di botte dal compagno durante il lockdown. Condanna emessa ieri mattina per Vincenzo Garzia, il 48enne di Arzano ha rimediato 16 anni di reclusione, a fronte dei 20 chiesti dal PM Barbara Bonanno, per la morte di Lucia Caiazza. Il giudice del tribunale di Napoli Concetta Cristiano ha anche stabilito che Garzia dovrà versare 30mila euro a testa alle due figlie della vittima, Sara e Rosa, come risarcimento per i danni morali vissuti dopo la perdita della mamma.

“Siamo soddisfatte sul piano giudiziario – Commenta Rosa dopo la sentenza – Sedici anni rappresentano una condanna importante per omicidio preterintenzionale. Anche il nostro avvocato ha parlato di vittoria giudiziaria. Purtroppo, però, nessuna condanna potrà restituirci nostra madre. Ma ci tengo a ringraziare i Carabinieri che hanno condotto le indagini, in particolare il brigadiere D’Angelo e il maresciallo Tramontano”.

Lucia, 52 anni, morì il 14 maggio dello scorso anno all’ospedale di Frattamaggiore. In un primo momento si pensò che le cause del decesso fossero legate ad un incidente stradale in cui rimase coinvolta l’11 aprile. L’esame autoptico portò alla luce gravi lesioni alla milza. Furono proprio le figlie di Lucia ad indirizzare gli investigatori sulla figura di Garzia, arrestato a metà ottobre. Dalle indagini e dal processo è emerso l’orrore dei pestaggi, aggressioni e umiliazioni inferti alla donna, fino alla condanna di ieri.

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