Quanto successo nel carcere Beccaria di Milano è l’ultima spia di un crescente e allarmante disagio giovanile, di cui tutti – ciascuno nel proprio ruolo – siamo chiamati ad occuparci. Confido che gli interventi, attuati e programmati da parte del ministero, possano contribuire a creare le migliori condizioni possibili perché non tornino più a delinquere i ragazzi ospiti degli istituti penali minorili“.

Lo dice il Guardasigilli, Carlo Nordio, che segue “con preoccupazione” gli sviluppi della situazione dopo l’evasione. Proporrà anche, spiega, “l’istituzione di un tavolo interministeriale”, sulla devianza giovanile

Un evaso è stato rintracciato e riportato in istituto

È stato convalidato l’arresto per evasione di uno dei ragazzi ripresi dopo essere fuggito dal carcere Beccaria nel giorno di Natale. Il giovane maggiorenne è comparso davanti al giudice delle direttissima di Milano che ha disposto la custodia cautelare in carcere per l’episodio della fuga mentre il processo nel merito si terrà il 30 gennaio. Il ragazzo ha detto di essere evaso perché voleva andare in una comunità terapeutica. Era al Beccaria perché accusato di alcune rapine per cui non è ancora concluso il procedimento. Al momento dei sette evasi, tre, che si sono costituiti o sono stati rintracciati dalla polizia penitenziaria sono tornati in carcere, mentre quattro sono ancora in fuga. La misura cautelare per evasione emessa dal giudice delle direttissime scatterà se verranno meno quelle che hanno portato il ragazzo, maggiorenne da alcuni mesi, al Beccaria quando, ad aprile, fu arrestato con altri per rapine commesse da una baby gang. Il gip dei minori, nell’ordinanza in cui aveva disposto la custodia al Beccaria per il ragazzo diciottenne nato a Milano di origine ecuadoriana, notava la trasformazione dei ragazzi della baby gang di cui lui faceva parte in “giovani adulti” che avevano cominciato, dopo i primi colpi, a maneggiare un coltello per minacciare le vittime e a diventare sempre più esosi nelle loro richieste ai rapinati.