Secondo fonti vicine alla famiglia i due frati sarebbero ancora in carcere e si ipotizzano future decisioni della “Chiesa” per accelerare una eventuale scarcerazione proponendo il trasferimento.

Dal Santuario di Sant’Antonio Abate di Afragola al nord Italia. E’ stata questa la decisione che sarebbe stata presa per padre Domenico Silvestro e frate Nicola Gildi entrambi finiti una una contorta vicenda giudiziaria. Su Gildi pende anche l’accusa, aggravante, di rapina. Per Mimmo Silvestro la curia avrebbe attivato la procedura di sospensione “a divinis” con l’esclusione di amministrazione dei sacramenti e della Santa Messa.
Le accuse
I due ecclesiastici, secondo le indagini, avrebbero costretto un italiano e un extracomunitario a partecipare ad atti sessuali di coppia e “collettivi” in cambio di cibo, aiuti economici e la promessa di un lavoro stabile e retribuito. I fatti si sarebbero prolungati per tre anni fino a che le vittime non avrebbero deciso di sporgere denuncia. Probabilmente perche’ le loro richieste non venivano piu’ soddisfatte e da qui’ la pressione sulle persone coinvolte.
Il furto
Le prove delle violenze sessuali erano evidenti. Le vittime avevano salvato anche le conversazioni sui propri cellulari, anche diffusi su altre piattaforme di incontri on line. Vistosi alle strette, Gildi, ha deciso di rivolgersi così a sue “conoscenze” con l’intento di rubare le prove più evidenti contenute sugli smartphone dei malcapitati e probabilmente porre fine alle pressioni.
Furto a metà
Il colpo è riuscito, ma solo a metà. Uno dei due cellulari infatti, l’altro è stato sottratto, con le chat incriminate, sono al vaglio degli inquirenti. Il prete è stato anche indicato come mandante del furto “mezzo riuscito” aggravando in questo modo la sua già difficile posizione.
Queste le indiscrezioni che la stampa sta raccogliendo e diffondendo. Fonti vicine alla famiglia invece sono di tutt’altro avviso. Secondo la famiglia e gli avvocati della famiglia, i due frati sarebbero ancora in carcere e le notizie diffuse prive di fondamento. Probabilmente solo delle ipotesi sui futuri provvedimenti che la “Chiesa” prenderebbe anche per accelerare la scarcerazione.
Infatti i legali della famiglia starebbero anche valutando la possibilita’ di querelare per la diffusione di notizie inesatte.

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