I livelli di allerta per i Campi Flegrei rimarranno invariati, mantenendo i tradizionali colori che li contraddistinguono: verde (quiescenza), giallo (attenzione), arancione (pre-allarme) e rosso (allarme). Tuttavia, a partire da oggi, entreranno in vigore nuove fasi operative all’interno di ciascun livello, pensate per una gestione più mirata e graduale della situazione vulcanica.
Il cambiamento principale riguarda l’introduzione di sottofasi operative che, pur rimanendo all’interno dello stesso livello d’allerta, permetteranno una gestione più precisa e tempestiva. Questo è particolarmente evidente quando si passa dal livello giallo (attualmente attivo ai Campi Flegrei) all’arancione, fase che prevede misure drastiche come le evacuazioni. A tale scopo, sono state previste almeno due fasi intermedie che consentiranno di monitorare meglio l’evoluzione della situazione.
Secondo le dichiarazioni di Eugenio Coccia, presidente della commissione Grandi Rischi, attualmente siamo in una fase di attenzione e non in pre-allarme. Si tratta di una condizione che può persistere nel tempo, migliorare o, al contrario, peggiorare. Per questo motivo, è fondamentale mantenere un elevato livello di preparazione.
I cambiamenti nelle fasi operative dell’allerta gialla e arancione
Per quanto riguarda il livello giallo, che corrisponde alla fase di attenzione, le nuove fasi operative sono distinte in due sotto-livelli. La fase operativa 1, definita “disequilibrio debole”, comporta un’intensificazione dell’attività di monitoraggio e sorveglianza scientifica, con la verifica e l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile. Inoltre, sono previste attività informative rivolte agli operatori e alla popolazione.
Nel caso di una fase operativa 2, in cui si registra un “disequilibrio medio”, con un aumento del sollevamento della caldera e un incremento della frequenza e intensità dei terremoti, il monitoraggio e la sorveglianza scientifica vengono ulteriormente potenziati. In questa fase, sono previste esercitazioni e un’intensificazione delle attività informative.
Per il livello arancione, che segnala una fase di pre-allarme, la situazione viene divisa in due sotto-fasi. La prima, denominata “disequilibrio forte”, prevede l’attivazione dello stato di emergenza nazionale, l’evacuazione di alcune aree e l’attivazione dei Centri di Accoglienza Straordinari (CAS) per la popolazione evacuata. Inoltre, sono previsti limiti agli accessi turistici, l’allontanamento volontario delle persone dalle zone più a rischio e la messa in sicurezza di strutture sensibili come ospedali e istituti penitenziari.
Nel caso di un “disequilibrio molto forte”, si passerà alla fase di evacuazione totale delle aree a rischio, comprese quelle fuori dalla zona rossa, e all’allontanamento della popolazione dalle aree maggiormente esposte.
Infine, il livello rosso, il più grave, prevede l’evacuazione totale della zona Flegrea, con misure specifiche da attuare. Si tratta della fase più drammatica, quella che precede una possibile eruzione, e fortunatamente, è uno scenario che tutti sperano di non dover mai affrontare.













