Una donna di 38 anni è deceduta questa mattina all’ospedale Businco di Cagliari a causa di un’intossicazione alimentare da botulino. La paziente era stata trasferita al Businco dopo il ricovero iniziale presso l’ospedale Brotzu, dove era stata ricoverata in rianimazione insieme ad altre quattro persone. In totale, dalla fine di luglio, sono otto i pazienti coinvolti, tra cui un bambino di 11 anni attualmente ricoverato da dieci giorni all’ospedale Gemelli di Roma.

Le persone colpite avevano partecipato alla Fiesta Latina di Monserrato, nella città metropolitana di Cagliari, durante la quale avevano consumato cibo messicano, in particolare un taco con salsa guacamole a base di avocado, acquistato da uno street food truck. La donna di 38 anni era stata tra le prime a manifestare i sintomi dell’intossicazione alimentare, che si sono rivelati gravi.

Il bambino di 11 anni, ricoverato al Gemelli, è stato sottoposto a un intervento per garantire una respirazione più stabile e per prevenire complicazioni dovute alla ventilazione meccanica prolungata, come infezioni e difficoltà nutrizionali. Altri due pazienti – una donna di 62 anni e una ragazza di 14 anni – sono attualmente ricoverati nel reparto di rianimazione del Policlinico di Cagliari, in condizioni stabili ma non gravi.

Tutte le vittime dell’intossicazione da botulino provengono da Cagliari e dall’hinterland.

Intervento immediato del Ministero della Salute

A seguito di questo e di un altro cluster di intossicazioni verificatosi in Calabria nelle ultime settimane, il Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del Ministero della Salute ha attivato tempestivamente tutti i protocolli sanitari previsti per questi casi.

Maria Rosaria Campitiello, Capo dipartimento della prevenzione, ha dichiarato: “Il sistema di intervento ha reagito prontamente garantendo ai pazienti l’accesso tempestivo ai trattamenti antidotici salvavita. La rapidità dell’intervento è stata possibile grazie alla rete capillare della Scorta strategica Nazionale Antidoti e Farmaci (SNAF) e alla collaborazione sinergica di tutti gli enti coinvolti”.

Il Ministero ha inoltre ricordato che gli alimenti a rischio di tossina botulinica sono principalmente le conserve casalinghe preparate sottovuoto, in olio o in acqua, mentre è raro che il problema riguardi prodotti industriali. Per questo motivo è fondamentale rispettare le regole per la corretta preparazione e conservazione degli alimenti.

Diagnosi e distribuzione degli antidoti

L’Istituto Superiore di Sanità mantiene un ruolo centrale nella conferma diagnostica e nell’analisi degli alimenti sospetti. Il Centro Antiveleni di Pavia, riferimento nazionale per il Ministero della Salute, coordina tutte le diagnosi in collaborazione con medici d’urgenza, neurologi e rianimatori.

Gli antidoti salvavita sono stati distribuiti rapidamente grazie alla collaborazione del Deposito CRI Militare di Cagliari, della Marina Militare di Taranto, della Guardia Costiera di Napoli e degli ospedali San Camillo Forlanini di Roma. L’Italia dispone di una rete di stoccaggio distribuita su tutto il territorio nazionale, che consente interventi rapidi ed efficaci.

Coordinamento tra enti e indagini in corso

Prefetture, forze dell’ordine, servizi 118 con elisoccorso e Croce Rossa lavorano costantemente insieme per garantire la tempestività dei trattamenti. Le indagini sui casi sono affidate ai servizi per l’igiene degli alimenti delle ASL e ATS locali, supportati dal Sistema di allerta alimentare del Ministero della Salute, per individuare le cause precise dell’intossicazione e prevenire ulteriori episodi.

 

Nero Fumo Afragola

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