NAPOLI – Un tentato omicidio che si sarebbe potuto trasformare in esecuzione ha scosso il quartiere Barra. La Polizia ha fermato un 69enne, accusato di tentato omicidio, detenzione e porto illegali di arma da fuoco e usura aggravata e continuata, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

L’agguato di novembre 2023

Nel novembre dello scorso anno, un imprenditore locale era giunto all’Ospedale del Mare ferito a una gamba da un colpo d’arma da fuoco. Secondo quanto ricostruito, l’uomo era stato avvicinato per strada da uno sconosciuto che lo aveva attirato nell’androne di un palazzo. Lì era stato costretto inginocchiarsi, colpito al volto con il calcio di una pistola e successivamente ferito alla gamba da un colpo sparato dall’aggressore. La prontezza della vittima ha evitato che il colpo fosse letale.

La scoperta della verità

Solo a luglio 2025, grazie alla denuncia della vittima, le indagini della Squadra Mobile di Napoli, coordinate dalla Procura, hanno permesso di individuare l’autore dell’agguato: un affiliato al clan Celeste – Guarino, operante a Barra. Il movente era legato a motivi economici: l’imprenditore ferito aveva fatto da tramite per l’assunzione della moglie del 69enne presso un altro imprenditore, ma alla donna non erano stati corrisposti i compensi promessi. La responsabilità del mancato pagamento era stata attribuita proprio all’intermediario.

Oltre al tentato omicidio, le indagini hanno evidenziato che la vittima era stata costretta, a partire dal 2018, a ricevere prestiti usurari dal 69enne, alcuni ancora in corso e non più onorabili. Durante la perquisizione domiciliare, gli agenti hanno rinvenuto numerosi fogli scritti a mano con nomi e cifre, a conferma dell’attività di usura.

Provvedimento cautelare

Il fermo del 69enne rappresenta una misura precautelare nell’ambito delle indagini preliminari. La convalida spetta al giudice, contro cui sono ammessi mezzi di impugnazione. L’indagato è considerato presunto innocente fino a sentenza definitiva.

Nero Fumo Afragola