Ogni anno l’indagine “Qualità della vita” del Sole 24 Ore mette sotto la lente le province italiane, cercando di misurare il benessere attraverso 90 indicatori che spaziano dalla ricchezza al lavoro, dall’ambiente ai servizi, dalla demografia alla cultura. Per la provincia di Caserta, l’edizione 2025 della classifica non riserva sorprese: la provincia si colloca al 101° posto su 107. Lo stesso del 2024. In dodici mesi, quindi, la situazione non è cambiata. Secondo la metodologia adottata dall’indagine, ogni provincia viene valutata sulla media aritmetica dei punteggi ottenuti in sei macro-categorie: ricchezza e consumi; affari e lavoro; ambiente e servizi; demografia e società e salute; giustizia e sicurezza; cultura e tempo libero.

La posizione più alta per Caserta è la 71esima nell’area Giustizia e Sicurezza. Poi seguono Demografia e Società (89esima), Ricchezza e Consumi (93esima), Affari e Lavoro (94esima), Cultura e Tempo Libero (100esima) e Ambiente e Servizi (106esima). Una situazione che evidenzia come soprattutto l’ambiente e i servizi finiscono per penalizzare i cittadini nel suo complesso e quindi incidono sulla qualità della vita. Comunque la posizione bassa di Caserta implica che, nel complesso, la provincia manifesta difficoltà consistenti in molte di queste aree. Stime passate mostrano come, già nel 2020, Caserta avesse posizioni critiche in “ricchezza e consumi”.

Lo stato di classifica attuale fotografa dunque non solo una provincia in sofferenza dal punto di vista economico, ma anche una comunità che fatica a offrire ai propri abitanti servizi, opportunità e una qualità del vivere soddisfacente. Una posizione come la 101esima su 107 segnala condizioni generali di svantaggio rispetto alla maggior parte delle province italiane, su temi essenziali come lavoro, servizi, welfare, sicurezza, cultura. La graduatoria del Sole 24 Ore, con i suoi 90 indicatori, offre un quadro a 360 gradi: non è solo questione di reddito, ma anche di infrastrutture, ambiente, opportunità sociali e culturali. La ripetuta collocazione nelle retrovie da parte di Caserta testimonia che si tratta di problemi strutturali, non di fluttuazioni occasionali e che richiedono politiche di lungo termine e interventi profondi.

L’indagine del Sole 24 Ore offre una prospettiva storica: dal 1990 a oggi, il numero di indicatori analizzati è cresciuto (da 42 a 90), rendendo la fotografia più complessa e completa. Questo significa che la classifica non valuta solo economia e lavoro, ma abbraccia dimensioni più ampie – ambiente, servizi, salute, cultura – e che la persistente posizione bassa di Caserta indica come le criticità siano diffuse e profonde.

Il fatto che i dati vengano pubblicati ogni anno, e che i parametri tengano conto di decine di variabili, rappresenta un’occasione importante: per la comunità, per le istituzioni locali, per i decisori. La classifica può servire non come un semplice “bollino” negativo, ma come base di partenza per un’analisi consapevole: per capire quali aree richiedono interventi urgenti, per orientare politiche sociali, economiche, ambientali.