La Cassazione ha rinviato gli atti al tribunale sammaritano per un nuovo giudizio su provvedimento cautelare reale del complesso del valore di 25 milioni di euro. Processo bis per decidere le sorti del ‘Palazzo Marina’ , ex residence Fontana Blue realizzato dalla famiglia Coppola negli anni ‘ 80 a Pinetamare a Castel Volturno e sequestrato per lottizzazione abusiva. E’ quanto disposto dalla terza sezione della Corte di Cassazione presieduta da Aldo Aceto che si è pronunciato sui ricorsi proposti dall’Immobiliare Moccia Srl, Claudio Moccia, Mario Moccia, Raffaella Moccia, Pietro Moccia, Fabio Moccia, Maria Grazia Granillo avverso l’ordinanza del tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Con tale ordinanza il tribunale sammaritano ha confermato la pronuncia del gip che aveva disposto il sequestro preventivo del mega colosso immobiliare dislocato su 8 piani oltre al pian terreno con 104 appartamenti del valore di 25 milioni di euro. Il mega condominio si trova in località Pinetamare in via Rosmery e il provvedimento cautelare è stato emesso in relazione ai reati contestati ai ricorrenti di lottizzazione abusiva e di esecuzione di opere abusive in area sottoposta a vincolo paesaggistico e ambientale.

Dalle indagini dei finanzieri del comando provinciale casertano i ricorrenti avrebbero compiuto opere di trasformazione urbanistica ed edilizia sul Palazzo Marina la cui costruzione è avvenuta sulla base della falsa licenza edilizia (n.149 del 10 marzo 1964) riferita nei registri del comune di Castel Volturno a un immobile diverso ossia una villetta ad Ischitella realizzata da Bruno Scarselli. Il condominio ‘Palazzo Marina’ venne realizzato infatti dalla famiglia Coppola negli anni ‘80 nella più ampia speculazione edilizia che portò alla lottizzazione abusiva di diversi immobili che diedero vita al cosiddetto ‘Villaggio Coppola’. L’immobile di proprietà della società Mirabella Mare Spa ottenne nel novembre 2012 un cambio di destinazione d’uso da turistico a residenziale e fu venduto nel dicembre dello stesso anno alla società Immobiliare Moccia Srl , costituita poco prima, per 4.900.000 euro.

Dalle indagini è emerso che dal 2012 in poi i ricorrenti/ indagati hanno iniziato una serie di attività sia materiali che giuridiche volte a trasformare prima il lotto da uso turistico-ricettivo a uso abitativo poi trasferirlo ad altri poi a realizzare un condominio e infine dividere l’immobile in vari appartamenti ceduti fittiziamente a singoli proprietari per poter conseguire il SuperbonusAvverso la misura cautelare nell’istanza alla Suprema Corte i ricorrenti hanno evidenziato l’inesistenza del periculum in mora “non potendo i Moccia rispondere a titolo di concorso nell’originaria lottizzazione abusiva ascrivibile ai componenti della famiglia Coppola essendo l’acquisto del fabbricato lecitamente avvenuto nel 2012 senza che da tale periodo in poi vi sia stato alcun aumento di volumetria e senza che alcun rilievo sia stato mosso dal Comune rispetto alle modifiche del tutto marginali che hanno riguardato il manufatto”. Per la Cassazione il ricorso è fondato.

Cristallizzato per la Suprema Corte il fumus commisi delicti, dubbi si ravvisano sul periculum in mora poichè nel provvedimento impugnato “manca la verifica delle ragioni che avrebbero reso necessaria l’anticipazione dell’effetto ablativo rispetto alla definizione del giudizio”. Per tale motivo è stato annullato il provvedimento cautelare nella misura del fumus con rinvio per un nuovo giudizio al tribunale sammaritano.