
Il titolare annuncia la svendita per la prossima chiusura dell’attività: “Sono contento che questi tappeti continuino a vivere”. C è un piccolo angolo d’Iran nel cuore di Caserta, a pochi passi dalla Reggia. Un luogo fatto di colori, trame e storie antiche, dove ogni tappeto racconta un viaggio lungo secoli. Qom, Tabriz, Isfahan, Kashan: nomi che evocano città lontane e tradizioni millenarie. Sono questi i tappeti persiani più pregiati, pezzi unici che hanno arredato dimore di lusso in tutto il mondo. E per oltre cinquant’anni anche Caserta ha avuto il privilegio di ospitarli grazie a Hossein.
Arrivato dall’Iran e ingegnere di formazione, Hossein ha dedicato la sua vita a una passione diventata mestiere: “Ho sempre privilegiato l’importazione di tappeti di alta qualità dal mio Paese”, racconta con orgoglio. Nel suo negozio, ogni tappeto è una storia: lana e seta si intrecciano in lavorazioni complesse, frutto di una sapienza artigianale tramandata di generazione in generazione. Entrare nel suo spazio significa immergersi in un vero e proprio archivio vivente: tappeti sovrapposti, uno sull’altro, che Hossein solleva con cura per mostrarne i dettagli, spiegarne le differenze, raccontarne l’origine. Non è solo commercio, ma cultura, memoria, identità.Oggi, però, questa lunga storia è arrivata a un bivio. A 73 anni, Hossein ha deciso di chiudere la sua attività. Una scelta non facile, ma consapevole. I tappeti devono essere venduti, e per questo è iniziata una svendita che rappresenta, allo stesso tempo, una fine e una nuova opportunità. “Sono anche contento – confessa – Così questi tappeti potranno trovare nuove case, essere vissuti, continuare a raccontare la loro storia”. Con la chiusura del negozio, Caserta perde non solo un’attività commerciale, ma un presidio culturale, un ponte tra mondi lontani. Resta, però, il segno lasciato da Hossein: quello di una vita intrecciata, proprio come i suoi tappeti, tra tradizione, passione e bellezza.




