E’ARRIVATA A STRETTO GIRO,DOPO LA LETTERA DELL’AVVOCATO PETRUZZI-LEGALE DELLA FAMIGLIA CALIENDO,LA REPLICA DELL’AZIENDA OSPEDALIERA DEI COLLI attraverso l’avvocato Anna Iervolino, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera:
“E’ opportuno chiarire che l’Azienda ha ricevuto una proposta stragiudiziale, il giorno dopo il funerale del piccolo Domenico, espressamente qualificata come riservata, contenente una richiesta risarcitoria di 3.000.000 di euro e formulata in termini dichiaratamente non negoziabili la vicenda cui la proposta si riferisce e’, come noto, attualmente all’esame dell’Autorita’ giudiziaria nella fase delle indagini preliminari. La valutazione della richiesta risarcitoria impone lo svolgimento di approfondite valutazioni tecnico-legali, anche alla luce degli accertamenti in corso e, per loro natura, non possono essere compresse entro i rigidi termini unilaterali indicati dalla controparte. Non puo’ pertanto parlarsi di mancata apertura di una trattativa, in assenza di un effettivo spazio negoziale nella proposta ricevuta”.
“Sorprende, inoltre, che una comunicazione qualificata come strettamente riservata venga oggi utilizzata in sede pubblica, con modalita’ che non appaiono coerenti con la natura dell’interlocuzione stragiudiziale e che non favoriscono un confronto sereno nelle sedi proprie con l’avvocatura dell’Azienda – sottolinea l’azienda ospedaliera – solo martedi’ 24 marzo e’ pervenuta una richiesta di incontro della controparte, che l’Ufficio Legale ha immediatamente preso in carico, avviando le necessarie attivita’ organizzative. Tale iniziativa e’ stata tuttavia preceduta da una evidente strategia di esposizione mediatica della vicenda, che rischia di sovrapporre il piano della comunicazione a quello, ben diverso, del corretto confronto tecnico-giuridico. Il percorso transattivo, dunque, si svolge nel rispetto delle procedure e delle norme a tutela dell’interesse pubblico, secondo l’istruttoria degli uffici competenti”.
“Con l’occasione si precisa che la piantumazione dell’ulivo e’ un’iniziativa che il personale tutto dell’Azienda ha maturato spontaneamente, e’ stata apprezzata dalla signora Patrizia e dal signor Antonio che, ancora una volta, hanno riferito di non nutrire sentimenti di rancore verso i medici e gli infermieri, pur chiedendo legittimamente giustizia per quanto accaduto. Una richiesta di giustizia alla quale ci siamo sempre associati e che tutti noi vogliamo con determinazione”




