Articolo di Angela Esposito – L’isola di Capri torna a splendere non solo per le sue bellezze naturali, ma per la straordinaria ricchezza del suo patrimonio storico. All’interno della suggestiva cornice della Certosa di San Giacomo, sono state ufficialmente inaugurate le nuove sale del Museo Archeologico di Capri. Questo importante ampliamento promette di ridefinire l’offerta culturale dell’isola, proponendo un viaggio affascinante che si snoda attraverso reperti di inestimabile valore e testimonianze d’epoca augustea e tiberiana.

L’iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura, si inserisce in un più ampio programma di rinnovamento dei Musei e dei parchi archeologici capresi. All’evento di apertura era presente Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del MiC, il quale ha sottolineato come il progetto miri a rafforzare l’offerta culturale del territorio, creando un dialogo sinergico tra il patrimonio storico, l’isola e i linguaggi contemporanei della comunicazione museale. Insieme a lui, il direttore dei Musei di Capri, Luca Di Franco, ha guidato i presenti alla scoperta di spazi espositivi profondamente rinnovati.

Il percorso espositivo offre una narrazione approfondita della storia antica dell’isola, resa possibile grazie a un lavoro di sinergia istituzionale. I reperti in mostra, infatti, non provengono solo dai depositi interni della Certosa, ma anche da prestigiosi prestiti concessi dal Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dal Parco Archeologico dei Campi Flegrei, dai Parchi di Paestum e Velia e dal Parco archeologico di Ostia Antica.

Le nuove sale si concentrano in particolare su due contesti archeologici capresi di eccezionale rilievo: la villa romana in località Gasto e il sito di San Costanzo. I visitatori possono così ammirare una selezione di opere che coprono un arco temporale che va dall’età repubblicana fino al Medioevo. Tra i pezzi forti della collezione spicca il celebre “Sarcofago di Crispina”, un prezioso manufatto romano risalente al II secolo d.C., recentemente trasferito nel museo, sottoposto a un attento restauro e finalmente restituito alla piena fruizione del pubblico.

Il nuovo allestimento si distingue anche per una forte spinta verso l’inclusione e l’innovazione tecnologica. I responsabili del progetto hanno dedicato grande cura all’accessibilità, integrando contenuti multilingue e supporti digitali capaci di accogliere un pubblico sempre più vasto e diversificato. Il vero cuore tecnologico del museo è rappresentato dalla nuova sala immersiva, uno spazio esperienziale dove il racconto archeologico tradizionale si fonde con la modernità. In quest’area è possibile consultare la carta archeologica digitale di Capri ed esplorare una fedele ricostruzione virtuale dell’isola in epoca romana. Questo approccio strizza l’occhio anche ai visitatori più giovani, che possono scoprire la storia antica del territorio attraverso strumenti ludico-didattici e il linguaggio interattivo del gaming.

L’inaugurazione ha offerto anche l’occasione per fare il punto sulle ricerche sul campo, grazie agli interventi del sindaco di Capri, Paolo Falco, e dell’assessore di Anacapri, Manuela Schiano, che hanno illustrato i diversi scavi archeologici attualmente in corso in punti strategici dell’isola, tra cui Damecuta e Gradola.

A coronamento della giornata inaugurale, i primi visitatori hanno potuto ammirare da vicino le celebri statue romane recuperate sul fondale della Grotta Azzurra, simboli senza tempo di un’isola che non smette mai di dialogare con il proprio glorioso passato.