Si aggrava il quadro giudiziario legato alla morte del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo deceduto il 21 febbraio 2026 dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre 2025 all’ospedale Monaldi di Napoli. Nell’ordinanza firmata dal Gip del Tribunale di Napoli, Mariano Sorrentino, emergono valutazioni particolarmente severe nei confronti del primario della cardiochirurgia pediatrica Guido Oppido e della seconda operatrice Emma Bergonzoni, raggiunti da misure interdittive rispettivamente di dodici e sette mesi.
Secondo l’ipotesi della Procura di Napoli, rappresentata dal pm Giuseppe Tittaferrante e dall’aggiunto Antonio Ricci, i due medici avrebbero alterato la documentazione clinica per occultare un presunto danneggiamento dell’organo trapiantato durante le fasi di espianto. Le contestazioni riguardano i reati di falso ideologico e materiale nella cartella clinica, mentre l’inchiesta per la morte del bambino resta al momento inquadrata come omicidio colposo.
Nell’ordinanza, il Gip descrive la condotta attribuita a Oppido come finalizzata a imporre la propria versione dei fatti, evidenziando una personalità definita «tendenzialmente prevaricatrice e insufficientemente propensa al confronto e all’autocritica». Secondo il giudice, il primario avrebbe esercitato una forte influenza sul personale sanitario, assumendo un ruolo centrale sia nell’intervento chirurgico sia nella redazione della documentazione operatoria.
Per il Gip, inoltre, la sospensione cautelativa già adottata dall’ospedale Monaldi nei confronti di Oppido non sarebbe sufficiente a garantire le esigenze cautelari, poiché potrebbe essere revocata o non impedire al medico di esercitare presso altre strutture sanitarie pubbliche o private convenzionate. Da qui la decisione di applicare la misura interdittiva massima prevista dalla legge.
La famiglia del piccolo Domenico, assistita dall’avvocato Francesco Petruzzi, ritiene che il riconoscimento del presunto falso documentale possa aprire la strada a una diversa qualificazione giuridica dei fatti. Il legale ha ribadito la richiesta di trasformare l’ipotesi di omicidio colposo in quella di omicidio volontario con dolo eventuale, sostenendo che l’équipe medica avrebbe accettato il rischio del decesso del bambino.
Di diverso avviso la difesa di Guido Oppido. Gli avvocati Vittorio Manes e Alfredo Sorge hanno annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame, contestando la ricostruzione contenuta nel provvedimento del Gip e ribadendo l’intenzione di dimostrare l’infondatezza delle accuse e l’insussistenza delle esigenze cautelari.
L’inchiesta sul caso Monaldi prosegue e dovrà chiarire le responsabilità legate a una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che si trova ancora nella fase delle indagini preliminari.





