
Da un centro servizi di Marcianise le pratiche presentate in occasione del click day. Coinvolti funzionario e dirigente dell’Ispettorato del Lavoro. Giudizio immediato per 18 indagati nell’ambito di un procedimento sulle false assunzioni di extracomunitari per consentire il loro ingresso in Italia. Dovranno comparire dinanzi alla Corte d’Assise del tribunale di Napoli per l’udienza fissata il prossimo 11 settembre: Giuseppe Allosso, 49enne di Marcianise; Hafid Ayat Bayih, marocchino di 41 anni residente a Qualiano; Gabriele Brunitto, 42enne di Trentola Ducenta; Giuseppe Cantisano, 50enne di Napoli; Aniello Della Valle, 62enne di Cancello ed Arnone; Larbi Jabbour, 53enne residente ad Aversa; Harbans Lal, detto Singh, indiano di 55 anni residente ad Acerra; Salvatore Lampitelli, 43enne di Succivo; Antonio Landolfo, 25enne di Orta di Atella; Ciro Monti, 65enne di San Marcellino; Giovanni Pezone, 74enne di Lusciano; Giuseppe Porfidia, 57enne di Recale; Francesco Rainone, 64enne di Aversa; Giuseppe Ricciardi, 46enne di Marcianise; Agostino Scala, 43enne di San Tammaro; Sukhjit Singh, 49enne indiano residente ad Albano Laziale; Michele Tartaro, 56enne di Marcianise; Raffaele Tesone, 34enne di Orta di Atella.
Secondo l’accusa, Allosso – titolare di un centro servizi di Marcianise – avrebbe ricevuto i nominativi dei cittadini marocchini intenzionati a emigrare in Italia e che avrebbero versato le somme – tra i 6500 ai 9mila euro – al gancio marocchino che poi provvedeva a girarle ai complici. Dal centro servizi di Allosso sarebbero partite le richieste di nulla osta all’assunzione, con datori di lavoro e residenze risultate fittizie. Le pratiche sarebbero state inserite, anche mediante call center dedicati, durante i click day. Il buon esito delle pratiche sarebbe stato garantito da Ciro Monti, funzionario dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli e che avrebbe avuto due ristoranti ad Agadir e Marrakech, insieme alla moglie marocchina.
Nel procedimento risulta coinvolto anche Giuseppe Cantisano, direttore dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Napoli. Nel meccanismo sarebbero coinvolti anche i titolari ai aziende compiacenti che si sarebbero prestati, dietro compenso, a fornire istanze di nulla osta per i cittadini extracomunitari senza essere realmente intenzionati a instaurare rapporti di lavoro. Per attestare la presenza in Italia degli stranieri in data antecedente alla presentazione della domanda, inoltre, sarebbero stati presentati certificati medici risultati poi falsi. Nel collegio difensivo sono impegnati gli avvocati Camillo Irace, Nello Sgambato, Domenico Pigrini, Claudio Sgambato, Nicola Filippelli, Ciro Bianco, Luigi Alaia, Fabio Della Corte e Mario Griffo.






