
Francesco Napolitano, 69 anni, ritenuto dalla Direzione Distrettuale Antimafia il presunto leader del clan Mallardo, è tornato in carcere dopo oltre due anni trascorsi a Scauri, nel comune di Minturno, dove era sottoposto al divieto di dimora in Campania.
Il provvedimento è stato disposto dalla quinta sezione penale della Corte d’Appello di Napoli, che ha ripristinato la custodia cautelare ritenendo concreto il rischio di fuga dell’uomo in vista dell’udienza davanti alla Corte di Cassazione, prevista per il prossimo settembre.
Secondo quanto emerso dalle indagini, attraverso l’analisi dei sistemi di videosorveglianza dell’abitazione che lo ospitava, Napolitano avrebbe incontrato diversi pregiudicati ritenuti appartenenti allo stesso clan, tra cui anche un uomo già latitante in passato e considerato vicino all’Alleanza di Secondigliano.
Per gli inquirenti questi contatti avrebbero fatto venir meno le condizioni che avevano consentito al 69enne di restare fuori dal carcere, facendo emergere il timore che potesse sottrarsi alla giustizia.
Napolitano era stato rimesso in libertà nel giugno 2024 per decorrenza dei termini, dopo l’annullamento con rinvio della condanna all’ergastolo da parte della Cassazione. Successivamente gli era stato imposto il divieto di dimora in Campania, misura che aveva portato il presunto boss a trasferirsi a Scauri.
A settembre la Corte di Cassazione sarà chiamata a pronunciarsi definitivamente sulla vicenda giudiziaria che lo vede condannato all’ergastolo come presunto mandante dell’omicidio di Mario Di Lorenzo, avvenuto a Giugliano nel 1996.
Come previsto dalla legge, il procedimento è ancora in corso e la posizione dell’imputato resta soggetta alle decisioni definitive dell’autorità giudiziaria.






