
Nello Pizza guida per la prima volta da sindaco la cerimonia che apre i festeggiamenti patronali ad Avellino, tra storia, memoria e impegno comunitario. Piazza Libertà si è riempita fino all’ultimo angolo per l’alzata del Pannetto, il rito che da secoli apre le tre settimane di festeggiamenti in onore della Madonna Assunta, patrona della città. A guidare la cerimonia, per la prima volta da sindaco, Nello Pizza. Il corteo è partito dalla Cattedrale dopo la messa in onore di Sant’Anna ed è sfilato fino al palazzo vescovile, dove il drappo con l’immagine dell’Immacolata Assunta in Cielo è stato issato e resterà esposto fino al 15 agosto. Sul balcone, accanto al sindaco, erano presenti anche il vicesindaco Anna D’Aliasi, Onofrio Vito Padovano, Viceprefetto Vicario della Prefettura di Avellino, e il dott. Marcello Castello, Vicario del Questore di Avellino. Presenti all’evento diversi consiglieri comunali, tra cui l’ex sindaco Gianluca Festa, oggi tra i banchi di minoranza. Per la Provincia ha preso parte alla cerimonia la consigliera Katia Renzulli. «Oggi alziamo il Pannetto e, con questo gesto antico, apriamo ufficialmente le tre settimane che ci accompagneranno fino al 15 agosto» ha detto Pizza dal palco. «Non è folklore: è la memoria della città, è la storia di un popolo che da oltre cinquecento anni si raccoglie intorno alla sua patrona».
Il sindaco ha ripercorso le origini del rito, legate all’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione, sodalizio nato tra la fine del Quattrocento e i primi anni del Cinquecento presso la chiesa di San Francesco, proprio in piazza Libertà. Dal 1779 l’Arciconfraternita ha lì la propria sede e da allora custodisce il culto della Vergine, il tesoro dell’Assunta e la memoria devozionale della città. L’usanza di innalzare il Pannetto il 26 luglio, giorno di Sant’Anna, risale invece ai primi del Settecento: un modo per allungare la devozione alla nonna di Gesù e insieme costruire un legame simbolico con la figlia, Maria. «L’alzata del Pannetto è il momento in cui Avellino si riconosce» ha proseguito Pizza. «Per tre settimane mettiamo da parte le divisioni, le fatiche, le preoccupazioni, e torniamo a essere una comunità. In un tempo fatto di corse e di solitudini abbiamo bisogno di riti come questo, di alzare lo sguardo, di ritrovarci sotto lo stesso cielo». Il sindaco ha citato anche don Lorenzo Milani, “non c’è nulla di più ingiusto che fare parti uguali fra disuguali”, rivendicando l’impegno dell’amministrazione a «sanare le ferite della città, abbattere muri e costruire ponti».
Dal balcone del palazzo vescovile ha preso la parola anche il vescovo di Avellino, monsignor Arturo Aiello, che ha ricordato come quest’anno cada il sessantesimo anniversario dell’incoronazione della statua dell’Assunta. «Quest’anno ricorre il sessantesimo anniversario dell’incoronazione della statua dell’Assunta» ha detto Aiello. «Alla vigilia della festa vivremo in Cattedrale un rito che ricorderà quanto avvenne sessant’anni fa: un modo per tornare a casa e, insieme, tornare alla Madre». Il vescovo ha aggiunto: «Ogni cittadino possiede una piccola parte di Avellino. Dobbiamo vivere il senso della corresponsabilità, sentendo la città davvero nostra». Sindaco e vescovo hanno chiuso i rispettivi interventi ringraziando l’Arciconfraternita dell’Immacolata Concezione e i confratelli che, di generazione in generazione, mantengono viva la tradizione del Pannetto. Da domani il drappo resterà appeso sul palazzo vescovile per tutta la durata delle feste patronali, fino al giorno dell’Assunta.






