
NAPOLI – Una vacanza in famiglia che si è trasformata in un incubo nel cuore della città. Un uomo di 50 anni è finito in carcere a Napoli con le pesanti accuse di violenza sessuale aggravata e cessione di sostanze stupefacenti ai danni di una giovane turista italiana. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Tribunale partenopeo su richiesta della Procura, è stata eseguita dalla Polizia di Stato al termine di una serrata attività investigativa.
I fatti risalgono alla notte tra il 15 e il 16 giugno scorsi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima – in città per qualche giorno di vacanza insieme ai genitori – ha incontrato l’uomo in serata. Il 50enne le avrebbe ceduto un mix micidiale di sostanze stupefacenti, composto da ketamina e crack.
Approfittando del completo stato di alterazione e della minorata difesa della ragazza, del tutto stordita dall’effetto stordente dei farmaci e delle droghe, l’aggressore l’ha condotta in un vicolo buio e isolato nelle vicinanze di Piazza Nazionale, consumando la violenza sessuale.
A far scattare le indagini è stata l’immediata denuncia presentata dai genitori della giovane. Gli accertamenti sono stati condotti dalla IV Sezione della Squadra Mobile di Napoli (specializzata nei reati contro le fasce deboli) e dagli agenti del Commissariato Montecalvario, con il coordinamento della Procura distrettuale.
L’identificazione del 50enne è arrivata grazie all’analisi incrociata delle immagini dei sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona. L’uomo è stato infine rintracciato e bloccato prima che potesse far perdere le proprie tracce, grazie anche alla collaborazione del Compartimento della Polizia Ferroviaria per la Campania.
Gli investigatori stanno ora approfondendo il profilo dell’uomo per capire se possa essersi reso responsabile di altri episodi analoghi nella stessa zona. La sequenza dell’aggressione – la rapida somministrazione del cocktail di droghe e il repentino trascinamento verso un luogo buio già individuato – fa ipotizzare agli inquirenti un modus operandi ben consolidato.
Nel frattempo, la Procura sta valutando di contestare formalmente l’aggravante dell’uso di sostanze stordenti somministrate per annullare la capacità di reazione della vittima.






