ROMA – Crisi climatica, rincaro dell’energia e impennata dei costi delle materie prime stanno mettendo a dura prova la tenuta dell’agroalimentare italiano ed europeo. A lanciarne il grido d’allarme è Corrado Martinangelo, Presidente di Agrocepi, che sottolinea come il settore non si trovi ad affrontare una semplice emergenza temporanea, bensì un cambiamento strutturale che spinge sempre più agricoltori a lasciare i campi incolti per mancanza di convenienza economica.

Per far fronte a questa complessa congiuntura, Agrocepi chiede al Governo e al Parlamento la dichiarazione dello stato di emergenza, con la sospensione di tributi, tasse e la moratoria dei mutui bancari per almeno 6 mesi, oltre all’approvazione del ddl Coltivaitalia. A livello europeo, l’associazione sollecita l’istituzione di un Recovery Fund straordinario dedicato all’agroalimentare, un’iniziativa diplomatica forte per fermare i conflitti in corso e una revisione del Green Deal che garantisca un equilibrio tra sostenibilità ambientale e tenuta economica della filiera.