Lo storico fortino della camorra al centro di un ampio progetto di riqualificazione. La torre che per anni ha rappresentato uno dei simboli del potere della camorra a Torre Annunziata oggi non c’è più. È stata demolita la torre di Palazzo Fienga, lo storico fortino del clan camorristico locale, confiscato alla criminalità organizzata e da tempo al centro di un progetto di radicale trasformazione. L’abbattimento è avvenuto oggi ed è uno dei passaggi più importanti dell’intervento avviato il 9 aprile scorso. A portare avanti le operazioni sono stati gli uomini del 21° Reggimento Genio Guastatori della Brigata Garibaldi dell’Esercito Italiano, impegnati in un’operazione complessa sul piano tecnico e strutturale. La demolizione procede nel rispetto del cronoprogramma predisposto dalla struttura tecnica per la progettazione dell’Agenzia del Demanio. Un intervento che viene portato avanti attraverso procedure straordinarie e speditive, coordinate dal commissario, prefetto Giuseppe Priolo, insediatosi il 27 gennaio scorso.
Ma dietro l’abbattimento di una torre c’è molto più di un intervento edilizio. Palazzo Fienga è stato per anni associato al potere criminale sul territorio, un luogo diventato simbolo della presenza e della forza del clan. Ora quello stesso spazio è destinato a cambiare completamente volto. «Non è soltanto un intervento urbanistico», è il messaggio ribadito dal prefetto di Napoli Michele di Bari, che attribuisce all’operazione un «profondo valore simbolico». La demolizione rappresenta, secondo il prefetto, il ripristino della legalità e diventa l’emblema della presenza dello Stato in un territorio segnato per anni dalla pressione della criminalità organizzata.Un’operazione resa possibile dal lavoro congiunto di istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e apparati tecnici. Il prefetto di Bari ha rivolto un ringraziamento al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, ai procuratori di Napoli e Torre Annunziata, Nicola Gratteri e Nunzio Fragliasso, al commissario Priolo, alla direttrice dell’Agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati Maria Rosaria Laganà, all’Agenzia del Demanio, al Provveditorato alle Opere Pubbliche, alle forze dell’ordine e al Genio Militare.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto al 21° Genio Guastatori, comandato dal colonnello Romano Ventura, che ha dovuto affrontare una serie di difficoltà ambientali, tecniche e strutturali per portare avanti le operazioni.Adesso lo sguardo è rivolto al futuro dell’area. Là dove per anni ha dominato un simbolo del potere criminale nascerà un luogo aperto alla città. Il progetto prevede infatti la riqualificazione completa dell’area, con la realizzazione di un parco pubblico attrezzato e di uno spazio polifunzionale. Una trasformazione particolarmente significativa per un quartiere che oggi dispone di poche aree verdi e di scarsi luoghi di aggregazione. La sfida è trasformare quello che era un fortino della camorra in un luogo vissuto dai cittadini. Uno spazio per bambini, famiglie e giovani. Un pezzo di città sottratto al degrado e restituito alla comunità.La torre è venuta giù. Ora comincia la parte più importante: far crescere al suo posto un luogo simbolo della legalità.







