“Se parlate, vi tagliamo un dito”. I carabinieri, dopo una lunga indagine, sono risaliti ai quattro componenti della banda e li hanno arrestati. L’episodio a Roma.

Armati di pistola hanno fatto irruzione in un’abitazione del rione Monti. Poi, minacciando i proprietari anche di tagliar loro un dito dopo averli legati con fascette da elettricista ai polsi e nastro adesivo su occhi e caviglie, sono scappati con un bottino di gioielli per un valore stimato in circa 100.000 euro e diversi dispositivi elettronici sottratti nell’appartamento.

Un colpo cruento messo a segno nel febbraio 2024 e ricostruito dai carabinieri della compagnia di piazza Dante coordinati dal dipartimento criminalità diffusa e grave della procura capitolina. Una indagine lunga e portata a conclusione dopo due anni. A finire in carcere sono state così quattro persone: un 34enne e un 69enne romani, un 46enne di origini bosniache e una 38enne albanese.

La rapina violenta – Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, uno dei quattro avrebbe svolto il ruolo di basista, occupandosi di fornire agli altri le indicazioni logistiche necessarie per individuare l’abitazione da colpire e organizzare il colpo nei dettagli. Gli altri tre sarebbero invece gli esecutori materiali, coloro che si sono introdotti fisicamente nell’appartamento, minacciando i residenti con l’arma, anche di tagliargli un dito.

Le indagini – La svolta nelle indagini è arrivata già il giorno successivo alla rapina, quando i carabinieri sono riusciti a localizzare uno dei telefoni cellulari sottratti alla coppia durante il colpo. Il segnale ha condotto gli investigatori fino al bauletto di uno scooter di uno degli indagati, un ritrovamento che si è rivelato decisivo per orientare l’intera indagine. Da quel momento i militari hanno avviato accertamenti sul mezzo e sul suo proprietario, procedendo al sequestro dello smartphone e alla successiva acquisizione forense dei dati contenuti al suo interno.

L’analisi del materiale informatico estratto dal telefono, unita alle successive attività tecniche di intercettazione disposte dalla procura, ha permesso agli inquirenti di allargare il quadro investigativo, individuando i collegamenti tra i quattro indagati e ricostruendo con precisione i rispettivi ruoli nell’organizzazione del colpo. Un lavoro che ha incrociato dati digitali, intercettazioni e riscontri sul campo, portando gli inquirenti a raccogliere elementi ritenuti sufficientemente gravi da giustificare la richiesta di custodia cautelare in carcere per tutti e quattro i soggetti coinvolti.

L’arresto della banda – Il tribunale di Roma, valutati gli atti trasmessi dalla procura, ha ritenuto la misura proporzionata sia alla gravità dei fatti contestati sia alla pericolosità complessiva del contesto emerso nel corso delle indagini, disponendo così l’arresto dei quattro indagati.

Parallelamente all’esecuzione dell’ordinanza, i carabinieri hanno effettuato perquisizioni nelle abitazioni degli indagati che hanno portato al rinvenimento di elementi che sembrano confermare un giro di affari illeciti ben più ampio della singola rapina contestata.

Il tesoro della banda – Nelle disponibilità dei quattro sono stati infatti trovati oltre 18.000 euro in contanti, in banconote di medio taglio, e un quaderno utilizzato verosimilmente per annotare la contabilità di debiti da riscuotere, elemento che lascia intendere un’attività di prestito o di recupero crediti parallela.

Ancora più significativo il ritrovamento di 62 assegni destinati all’incasso, per un valore complessivo che supera i 230.000 euro, insieme a 30 pietre di smeraldi e a un dispositivo elettronico utilizzato per il controllo e la verifica dei diamanti. Un gruppo che suggerisce come gli indagati fossero attivi anche nella gestione e nel collocamento di pietre preziose, verosimilmente provento di altri colpi o comunque parte di un più ampio circuito di ricettazione. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro. Le indagini restano aperte, anche per verificare eventuali collegamenti dei quattro arrestati con altri episodi analoghi avvenuti nella Capitale.