Tra loro l’italiano Fabrizio Saggio. Fonti italiane: il convoglio è stato fermato e non evacuato. Mosca apre a nuovi colloqui trilaterali a ottobre.

Il treno con a bordo i diplomatici europei, tra cui Saggio, era partito appena prima di quello colpito da un drone russo al confine polacco, ed è stato fermato ma non evacuato. Lo spiegano fonti italiane interpellate al riguardo. C’è stato un iniziale allarme evacuazione ma i passeggeri, compresi i consiglieri Nsa, hanno potuto rimanere bordo e il convoglio è ripartito una volta cessato l’allarme droni.
Le immagini dell’attacco sono state rilanciate su X da Carl Bildt, ex primo ministro svedese e co-presidente dell’European Council on Foreign relations, a bordo con gli altri diplomatici.
“Non era il nostro treno, ma quello che partiva solo pochi minuti dopo di noi al valico di frontiera polacco”, ha spiegato aggiungendo che il convoglio colpito è stato evacuato mentre il drone russo si avvicinava e nessuno è rimasto ferito. “Ottimo sistema di sicurezza – ha sottolineato -. Il nostro treno
ha ricevuto solo un avviso di evacuazione ma ha potuto proseguire verso Dorohusk. Gli attacchi russi contro l’Ucraina si stanno intensificando”.
Gli attacchi dei droni russi vicino al confine polacco, incluso quello contro un treno diretto a Varsavia, rappresentano un’escalation nella guerra da parte di Mosca. Lo afferma da Kiev, il ministro degli Esteri polacco, Radosław Sikorski, chiedendo di raddoppiare il sostegno all’Ucraina.
“Questa è un’escalation, questa è un’altra grande sfida per l’Ucraina e per le ipotetiche future vittime dell’aggressione russa e questo significa che dovremmo raddoppiare i nostri sforzi per sostenere le vittime dell’aggressione”, ha detto Sikorski in una conferenza stampa.

Mosca afferma che i bombardamenti russi hanno colpito “infrastrutture ferroviarie che assicurano il trasporto di merci militari provenienti dai Paesi europei”. E’ quanto afferma il ministero della Difesa di Mosca, mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che i russi hanno “deliberatamente incendiato la locomotiva di un treno e danneggiato una stazione di servizio in un attacco con droni” vicino al confine con la Polonia. “La scorsa notte e questa mattina sono stati presi di mira impianti energetici, la compagnia ferroviaria Ukrzaliznytsia, attività commerciali ed edifici residenziali. Odessa è stata attaccata con missili e droni. In molte regioni occidentali sono in corso interventi di ripristino a seguito dei raid notturni”, ha sottolineato.

“Solo questa settimana, la Russia ha lanciato circa 2.100 droni contro l’Ucraina – una parte significativa dei quali costituita da “Shahed” a propulsione a getto, utilizzati dai russi nel tentativo di paralizzare l’economia e distruggere le vite delle persone. Il nemico ha inoltre impiegato quasi 1.700 bombe aeree guidate e 78 missili di vario tipo”, scrive il presidente ucraino.
“È proprio per impedire che questi attacchi si estendano ulteriormente in Europa che uomini e donne ucraini combattono ogni giorno, sacrificano la propria vita e impediscono l’espansione dell’aggressione. Il terrorismo russo rappresenta una minaccia comune per molti, ma può e deve essere sconfitto proprio in Ucraina. Grazie a tutti coloro che contribuiscono a proteggere i cieli dell’Ucraina e a sostenere il nostro popolo”, conclude.
I russi aggiungono di avere bombardato anche centri logistici e siti energetici nel sud dell’Ucraina, in particolare nella regione di Odessa. L’agenzia ucraina Rbc evidenzia inoltre che nella notte la regione di Khmelnytskyi (Ucraina occidentale) è stata attaccata da droni russi. Un incendio è scoppiato nei locali di un’attività commerciale a causa dei detriti di un drone nemico abbattuto.

Trump: ‘Zelensky smetta di colpire le raffinerie russe’
Donald Trump sollecita il presidente ucraino Volodymyr Zelensky a fermare “gli attacchi” contro le raffinerie russe. E’ quanto ha detto il tycoon parlando con media al suo golf club di Doonbeg, in Irlanda. I raid ucraini impattano sulle forniture globali del greggio russo, facendo aumentare i prezzi.
Il Cremlino non esclude colloqui trilaterali con Usa e Ucraina in ottobre
La Russia non esclude di tenere colloqui trilaterali sull’Ucraina in ottobre. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, scrive l’agenzia Tass. “Sì, non escludiamo questa possibilità. Stiamo parlando del prossimo futuro. Quindi ottobre è sicuramente una possibilità. Non può essere escluso”, ha detto quando gli è stato chiesto se i colloqui potrebbero svolgersi quel mese.

Mosca: ‘Modi e Xi hanno offerto di contribuire per porre fine a guerra in Ucraina’
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, sostiene che il primo ministro indiano Narendra Modi e il presidente cinese Xi Jinping “hanno offerto attivamente i propri buoni uffici per contribuire a trovare una soluzione” alla guerra in Ucraina e che “Putin ha accolto con favore la loro disponibilità a collaborare”. Lo riporta la Tass.
“Durante i colloqui bilaterali” a margine del summit dei paesi Brics a New Delhi “Modi e Xi hanno posto domande dettagliate su una soluzione in Ucraina e hanno offerto attivamente i loro buoni uffici per aiutare a trovare una soluzione. Putin ha accolto con favore la loro disponibilità ad aiutare ed ha fornito un resoconto dettagliato della situazione”, ha dichiarato Peskov.
“Mosca – ha proseguito Peskov- auspica che un nuovo ciclo di colloqui trilaterali tra tra Russia, Stati Uniti e Ucraina si svolga in un prossimo futuro”. “Quanto all’incontro trilaterale, se n’è discusso. Speriamo che si tenga in un futuro prossimo. A questo proposito, condividiamo l’opinione di Jared Kushner”, ha affermato. “Per quanto riguarda eventuali nuove proposte, al momento non ce ne sono. Ma è proprio questo lo scopo dell’incontro trilaterale: esplorare nuove opzioni”, ha aggiunto Peskov.
Secondo Yuri Ushakov, consigliere di Putin per gli affari internazionali, molte questioni devono essere risolte prima di un vertice trilaterale, ma progressi sulla questione territoriale renderebbero più agevole raggiungere altri accordi.
“Abbiamo bisogno di un’intesa su ciò che deve essere concordato riguardo alla questione territoriale. Tuttavia, vi sono molte altre questioni – moltissime, in realtà – che devono ancora essere risolte. Ciononostante, se si registrassero progressi sulla questione territoriale, sarebbe probabilmente più facile procedere verso ulteriori intese”, ha affermato al quotidiano Izvestia.
L’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Jared Kushner, intervenuto in
videoconferenza all’incontro ‘Yalta European Strategy’ tenutosi a Kiev, ha dichiarato che Washington ha già preparato la parte principale di un accordo per porre fine alla guerra in Ucraina. Secondo Kushner, genero del presidente Donald Trump, l’ostacolo principale rimane la riluttanza di Kiev ad accettare le richieste territoriali di Putin. Lo riferisce Ukrainian Pravda.”Se l’Ucraina accettasse di cedere i territori richiesti da Putin, avremmo già un
accordo” ha detto Kushner. Allo stesso tempo, lo stesso Kushner ha sottolineato che il compito dei mediatori è quello di trovare una soluzione che permetta di congelare il conflitto. A suo avviso, la questione territoriale dovrebbe essere risolta tenendo conto della situazione sul campo di battaglia. Sia Kiev che Mosca si stanno adoperando per porre fine alla guerra, ma ora è necessario trovare la “formula giusta” che soddisfi tutte le parti coinvolte.
Intanto il presidente russo Vladimir Putin ha lasciato la capitale indiana, New Delhi, dopo aver partecipato al vertice dei Brics, secondo le immagini diffuse dall’ambasciata russa in India. Durante l’incontro, Putin ha espresso la sua soddisfazione per la crescente importanza di questo blocco diplomatico, che mira a contrastare l’influenza occidentale, ritenendo che favorisca l’emergere di “un nuovo ordine mondiale più equo e multipolare”.






