I ragazzi, di 16 e 17 anni e di origine egiziana, sarebbero stati colpiti durante un diverbio con altri giovani. L’aggressione nei pressi della stazione di via Pablo Picasso. Indaga la polizia. Un’altra notte di violenza, un’altra lite degenerata in pochi istanti e finita con l’uso di lame. A Napoli torna l’allarme per le aggressioni tra giovanissimi: due minori sono stati accoltellati nella serata di lunedì 14 settembre, nella zona di via Pablo Picasso, a Pianura, nei pressi della stazione della Cumana. Il più grave è un ragazzo di 17 anni, ricoverato in pericolo di vita all’ospedale San Paolo. Il giovane, secondo quanto emerso dai primi accertamenti, dovrà essere sottoposto a un intervento chirurgico. Ferito anche un 16enne, trasportato all’ospedale Cardarelli: le sue condizioni non sarebbero considerate gravi. L’aggressione sarebbe avvenuta intorno alle 20. I due ragazzi, entrambi di origine egiziana, sarebbero stati colpiti con un’arma da taglio nel corso di una lite con altri soggetti, scoppiata — stando alle prime ricostruzioni — per futili motivi. Il confronto sarebbe iniziato a bordo di un treno della Cumana e sarebbe poi degenerato rapidamente. Restano da chiarire la dinamica esatta dell’accaduto, il numero degli aggressori e il movente che ha innescato il violento scontro. Sul posto le volanti della Questura Dopo la segnalazione sono intervenuti gli agenti delle volanti dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Napoli.

La polizia sta acquisendo elementi utili per ricostruire quanto accaduto e risalire alle persone coinvolte. Saranno fondamentali eventuali immagini delle telecamere presenti nell’area della stazione e lungo il percorso ferroviario, oltre alle testimonianze di chi si trovava sul convoglio o nei pressi della Cumana al momento dell’aggressione. L’episodio riporta al centro dell’attenzione il tema della violenza giovanile notturna a Napoli, dove sempre più spesso scontri, discussioni e rivalità si trasformano in aggressioni con coltelli e altre armi bianche. Non è corretto estendere automaticamente responsabilità collettive prima degli accertamenti investigativi, ma la frequenza di episodi analoghi evidenzia un quadro allarmante: gruppi di ragazzi che sembrano sempre più pronti a ricorrere alla lama anche davanti a conflitti banali. Una deriva che alimenta insicurezza nelle strade, sui mezzi pubblici e nei luoghi di ritrovo dei più giovani. E che torna a interrogare famiglie, scuola, istituzioni e forze dell’ordine sulla prevenzione, sul controllo del territorio e sulla necessità di contrastare con continuità la circolazione di coltelli tra adolescenti.