Articolo di Angela Esposito – Una giornata all’insegna della memoria, degli affetti e della grande storia repubblicana ha animato Capri oggi, 26 settembre. L’isola azzurra si è stretta attorno a Giulio Napolitano, protagonista di un doppio appuntamento che ha intrecciato il tributo istituzionale a Giorgio Napolitano con la presentazione del nuovo memoir scritto dal figlio dell’ex Capo dello Stato.

La mattinata si è aperta alle 10 nella Sala Consiliare del Municipio, dove il sindaco Paolo Falco ha accolto il professor Giulio Napolitano per un caloroso momento istituzionale. Al centro del colloquio, le radici di un legame viscerale: la famiglia Napolitano è da sempre legatissima a Capri, meta prediletta per soggiorni anche fuori stagione e luogo dove il futuro Presidente della Repubblica aveva vissuto e trascorso anni fondamentali della propria giovinezza. A suggello di questo legame, il primo cittadino ha consegnato a Giulio Napolitano una targa a nome dell’intera cittadinanza: un omaggio commosso a testimonianza del profondo amore che ha unito il Presidente all’isola per tutta la vita, un sentimento di affetto e memoria pienamente ricambiato dalla comunità caprese.

Il filo dei ricordi è poi proseguito, spostandosi dalle stanze del Comune agli spazi culturali dell’isola. A ridosso della celebre Piazzetta, la sede della Fondazione Serena Messanelli Zweig ha ospitato una nuova tappa della rassegna “Incontri con l’autore 2026”, dedicata alla presentazione del libro di Giulio Napolitano, Il mondo sulle spalle (Mondadori). All’evento sono intervenute, accanto all’autore, la parlamentare europea Lucia Annunziata e la giudice costituzionale Maria Alessandra Sandulli.

Nel volume, l’autore ha ripercorso proprio quel gravoso senso di responsabilità che Giorgio Napolitano ha portato con sé durante una lunga parabola politica fatta di battaglie appassionate, scelte complesse e strade inedite, culminata negli intensi anni al Quirinale e nello storico secondo mandato. Attraverso lo sguardo intimo e inedito del figlio, il racconto oltrepassa i palazzi del potere: entra nella quotidianità della casa d’infanzia a Monteverde con la madre Clio e il fratello Giovanni, attraversa i corridoi di Botteghe Oscure e l’appartamento del rione Monti, per poi giungere a Montecitorio e al Colle.

Sullo sfondo dei passaggi cruciali degli ultimi cinquant’anni della storia italiana – dal compromesso storico agli anni di piombo, dallo scioglimento del Pci alla bufera di Tangentopoli, fino al difficile salvataggio economico durante la crisi finanziaria – è emerso il ritratto a tutto tondo di uno statista lucido e ironico, ma soprattutto l’affresco di una famiglia solida. Tra pubblico e privato, la giornata caprese ha offerto così l’occasione per riscoprire non solo la statura istituzionale del Presidente, ma anche l’uomo e i luoghi dell’anima a lui più cari.